È una cosa lasciva e imponente. Tra i suoi calli e i suoi canali sono presenti tanti tesori artistici e culturali di inestimabile valore che ce ne ricordano l’importanza nella storia. Le pietre di Venezia esamina l'architettura veneziana in dettaglio, descrivendo ad esempio oltre ottanta … Per alcuni è una Venere, per altri una Gioconda. (Italo Calvino), Venezia, la figlia primogenita della libertà. (Dal web), Non ha Vinegia tanti gondolieri quanti Vicenza conti e cavalieri. Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? Venezia è sicuramente una tra le città più belle del mondo, nonché una tra le più visitate e amate. "Le pietre di Venezia" di John Ruskin sono da sempre lo specchio fulgido e fedele della città lagunare, il breviario d'obbligo per chi voglia imbastire un rapporto non effimero con la sua civiltà ambientale e artistica. Venezia, la figlia primogenita della libertà. (Shannyn Sossamon), Venezia, in tutta la sua storia, è stata un coacervo di popolazioni, esempio per secoli di un multiculturalismo ante litteram. Visitmuve Visita il sito della Fondazione Musei Civici di Venezia … A cura di Anna Ottani Cavina . Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo? (Mieczysław Kozłowski), Le strade sono piene d’acqua. E quando arriviamo in questa città inusitata, la contempliamo immancabilmente con occhi prevenuti e rapiti, la guardiamo coi nostri sogni. (Pitigrilli), Venezia, malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza. Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? (Charles Aznavour), La dimora adatta per un poeta. Grazie a Dio sono qui! Visualizza tutti i formati e le edizioni Nascondi altri formati ed edizioni. (Tiziano Scarpa), Il cuore di Venezia è piazza San Marco. Lasciali perdere, snobbali pure. Beati i poveri di topografia, beati quelli che non sanno quel che si fanno, ossia dove vanno, perché a loro è serbato il regno di tutte le sorprese, di tutte le scoperte straordinarie. Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell’Adriatico. (Proverbio), Dite: Com’è triste Venezia! (Marcel Proust), Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a “Venezia”. Venezia, malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra. (Woody Allen), Venezia non è che un ninnolo, un vecchio ninnolo d’arte affascinante, povero, rovinato, ma fiero d’una bella fierezza di gloria antica. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie. Vorrei tentare di tracciare le linee di questa immagine prima che vada perduta per sempre, e di raccogliere, per quanto mi sia possibile, il monito che proviene da ognuna delle onde che battono inesorabili, simili ai rintocchi della campana a morto, contro le pietre di Venezia” John Ruskin, The Stones of Venice ISBN: 978-88-317 … Ma solo una di essi porta la maschera di Venezia. Oltre a resuscitare le sorti di un Turner ormai sul viale del tramonto, scatenare la moda per lo stile Neogotico e fare la fortuna dei Preraffaelliti, John Ruskin (1819-1900) inventò la critica d’arte come la intendiamo oggi. Invece il mezzo di locomozione più usato è il più umano, le gambe. Venezia! La paura non è infondata, se non altro perché la città è talmente unica da rappresentare di per sé tutta una civiltà. Compra Le pietre di Venezia. E anche le pietre. (ibidem), Venezia! E’ tutta pietra che viene da fuori: come ha scritto Paolo Barbaro, quasi tutto ciò che vedi a Venezia viene da qualche altra parte, è stato importato o trafficato, se non razziato. (Guy de Maupassant), La gondola nera, slanciata, e il modo in cui si muove, lieve, senza rumore alcuno, ha qualcosa di strano, una bellezza da sogno, ed è parte integrante della città dell’ozio, dell’amore e della musica. Convegno: John Ruskin e Venezia, 22 marzo 2018, Museo Correr. Si può aver visto tutte le città del mondo e restare sorpresi arrivando a Venezia: si sarà sempre stupiti di vedere una città, delle torri e delle moschee emergere dall’acqua, e trovare una quantità enorme di persone in un luogo dove dovrebbero stare soltanto dei pesci. Venezia non può esser paragonata che a se stessa. Essa mette in fuga gli abitanti. Le Pietre di Ruskin non è un testo facile, ma lo si può leggere illuminati dall’amore per Venezia. (Dal web), Pane padovano, vino vicentino, trippe trevisane e donne veneziane. E per chi ancora non ha vissuto questo “sogno”, ecco le impressioni ed i pensieri di chi ha visitato la città, raccolti in una selezione di frasi e aforismi su Venezia: L’anima di Venezia sono le sue maschere. (Dal web), [Venezia] è il posto più romantico del mondo – ma ancora meglio quando non c’è nessuno. Romantica, coinvolgente, pittoresca. (Massimo Cacciari), Venezia la bella, e Padova sua sorella. Ma, come precedentemente anticipato, le parole non sono sufficienti: Venezia è un gioiellino, un “sogno”, che tutti dovrebbero vivere almeno una volta nella vita. Ed ecco perché l’acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell’Adriatico. Dopo aver espresso le sue teorie estetiche in Pittori moderni (Modern painters, 1843-60), R. sviluppò le sue idee sui rapporti tra vita, arte, politica e società in due opere fondamentali: Le sette lampade dell’architettura (The seven lamps of architecture, 1849) e Le pietre di Venezia (The stones of Venice, 1851-53). Ma nel dirti che cos’è Venezia, ebbene, sento che mi è impossibile. Por fortuna il gondoliere ha misteriosamente taciuto, ma alla fine mi ha derubato in modo poco cristiano, agitandomi davanti agli occhi un qualche tariffario. (Giorgio Bassani), A Venezia si ritorna perché offre l’amore. Infilare una calletta, cacciarsi nella gola nera di un sottoportico, sbucare in una corte che pare un culdísacco, trovarvi il pertugio di un’altra calletta, uscire da quel dedalo soffocato in un campo arioso, luminoso, pieno di gente, oppure sulle soglie di un palazzone principesco, oppure su una fondamenta aperta al sole e al vento, oppure su un rio largo, popolato di barche e barconi: questo è un girare nell’inaspettato, nell’impreveduto, e quasi nell’inverosimile, che può ricordarci addirittura le nostre stupende e stupite scorribande per il chimerico paese di Fanciullezza. (Dal web), Roma caput mundi Venezia secundi. Il nostro santo Profeta ne ha orrore: dall’alto del cielo la guarda sempre in collera. Gli alfabeti scolpiti nelle lapidi ad altezza d’uomo. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. (Tiziano Scarpa), Vi sono Atlantidi dai molti volti. Si intitola: A caso. (Mieczysław Kozłowski), Chiudi gli occhi e leggi con le dita la fisionomia delle statue, i bassorilievi, le modanature scanalate. (John Ruskin), Venezia è una città che va a piedi. Ma non perdona il tradimento. WhatsApp John Ruskin ecco la copertina e la descrizione del libro libri.tel è un motore di ricerca gratuito di ebook (epub, mobi, pdf) Dati del libro. Davvero imperdibile la mostra John Ruskin Le pietre di Venezia allestita a Palazzo Ducale sino al 10 giugno 2018. Le Pietre di Venezia”. (Mieczysław Kozłowski), C’è l’apprensione crescente – per non chiamarla paura – che per [Venezia] possa essere in serbo il destino di Atlantide. (Johann Wolfgang von Goethe), Non c’è luogo che non contenga qualche cosa di romantico; ma Venezia, come Oxford, ha conservato lo sfondo per il romanzo; e per chi è veramente romantico lo sfondo è tutto, o quasi tutto. (Friedrich Nietzsche), È un’opera d’arte, il capolavoro più grande che la nostra specie abbia prodotto. (Guy de Maupassant), Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell’Adriatico. Ma mi piace moltissimo. È il paradiso delle città, e una luna sufficiente a fare impazzire metà dei savi della terra batte con i suoi puri sprazzi di luce sull’acqua grigia davanti alla finestra. Non c’è luogo che non contenga qualche cosa di romantico; ma Venezia, come Oxford, ha conservato lo sfondo per il romanzo; e per chi è veramente romantico lo sfondo è tutto, o quasi tutto. le pietre di venezia spolia in se, spolia in re giovedì 17 ottobre 2013 Auditorium Santa Margherita | Ca’ Foscari venerdì 18 ottobre 2013 Aula Tafuri | Iuav Le pietre di Venezia: spolia in se, spolia in re giovedì 17 ottobre 2013 Auditorium Santa Margherita | Ca’ Foscari venerdì 18 ottobre 2013 Aula Tafuri Palazzo Badoer | Iuav Nel vastissimo patrimonio lapideo costituito di … […] Venezia è sempre esistita come la vedi, o quasi. (Iosif Brodskij), Chi non deve reprimere un brivido fugace, una segreta timidezza e angoscia, quando sale per la prima volta o dopo lunga dissuetudine su una gondola veneziana? Tra i suoi calli e i suoi canali sono presenti tanti tesori artistici e culturali di inestimabile valore che ce ne ricordano … Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Tutto quello che si dirà di lei sarà vero. Un’immagine per gli uomini del futuro. Il nostro santo Profeta ne ha orrore: dall’alto del cielo la guarda sempre in collera. (Guy de Maupassant), Venezia (…) giace ancora dinanzi ai nostri sguardi come era nel periodo finale della sua decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all’infuori della sua bellezza, che qualche volta quando ammiriamo il suo languido riflesso nella laguna, rimaniamo incerti quale sia la Città e quale l’ombra. (Mieczysław Kozłowski), Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un’immagine umana. (Robert Benchley), Venezia è un pesce. Un’abitudine mentale fa credere che i veneziani si muovano soprattutto in barca. Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un’immagine umana. E la fuga degli abitanti accelera il ritmo della degradazione. (John Ruskin), Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come Venezia. I contenuti di questo blog includono semplici collegamenti di pubblico dominio a contenuti ospitati su altri server in rete, come ad esempio … Vedi con un’ottica diversa le chiese, i palazzi, le fondamenta, ma anche i boschi, le donne, i colori. Si tratta di opere straordinarie, acquarelli raffinati che raccontano paesaggi, cieli, nuvole, architetture, esaltati dalla splendida scenografia di Pier Luigi Pizzi. Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo? (Hermann Hesse), Venezia non può esser paragonata che a sé stessa. Una città dalla bellezza unica che sa regalare ai suoi visitatori scenari a dir poco incantevoli. (Tiziano Scarpa), Com’è triste Venezia se non si ama più / si cercano parole che nessuno dirà / e si vorrebbe piangere e non si può più. (Ezra Pound), A Venezia si gira portandosi addosso la propria faccia per ciò che essa è veramente: un luogo pubblico. I, ch. „Arrivammo a Pantalica, l'antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe della necropoli, nelle grotte-abitazioni, nei santuari scavati nelle ripide pareti della roccia a picco sulle acque dell'Anapo. (Carlo Dossi), E quando lasciamo Venezia scopriamo che i nostri orologi hanno problemi a tornare di nuovo al tempo reale. È la meraviglia del mondo. (Pitigrilli), Andare in giro per calli e campi, senza un itinerario prestabilito, è forse il più bel piacere che a Venezia uno possa prendersi. A cura di Anna Ottani Cavina. Le pietre di Venezia, Introduzione di Jan Morris, … Perché Venezia va visitata, va “sentita” in prima persona, e contemplata nella sua infinita bellezza, una bellezza quasi “lontana dal tempo”. È una città dove non esiste la privacy. Si vede che non avete mai visto Monfalcone. Non sono in Arno tanti pesciolini quant’in Venezia zazzere e camini. (Joseph Brodsky), Il dramma di Venezia non è soltanto nei marmi che si sfarinano, nei mosaici che si screpolano, nei dipinti che sbiadiscono, insomma nel patrimonio artistico e culturale che si spappola. (Paolo Barbaro), Ogni veneziano si sente un doge quando arriva alla pensione. È il paradiso delle città, e una luna sufficiente a fare impazzire metà dei savi della terra batte con i suoi puri sprazzi di luce sull’acqua grigia davanti alla finestra Venezia! Assecondalo, per una volta. Le pietre di Venezia”, voluta da Gabriella Belli quale tributo alla conoscenza e al mito di Venezia e curata da Anna Ottavi Cavina. Di. (Dal web), Dove stai andando? (Tiziano Scarpa), Venezia ha un suo ritmo da sempre: e bisogna scoprirlo passeggiando per le viuzze o girando per i canali, meglio su una barca silenziosa. Dapprima la marea, il riflusso e la terra in azione reciproca, quindi il progressivo abbassamento delle acque preistoriche, fecero sì che all’estremità superiore dell’Adriatico si formasse una considerevole zona paludosa, che, dopo esser stata sommersa dall’alta marea, viene parzialmente lasciata libera dal riflusso. (Friedrich Nietzsche), Il Canal Grande, con le sue svolte serpentine, non la cede in bellezza ad alcuna strada del mondo, né vi è spazio che regga il confronto con quello antistante piazza San Marco. Venezia! (Hermann Hesse), Grazie a Dio sono qui! (Carlo Dossi), Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. (Gerolomo Rovetta), Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. È la meraviglia del mondo. Entrambe le metropoli sono sorte senza terra sotto i piedi: Venezia come città di palafitte e isolotti lagunari, Genova come città verticale addossata alle alture che non lasciano spazio tra le loro pareti e il mare, di modo che le case devono appiattirsi l’una sull’altra, espandersi a ventaglio sopra un porto sempre più ramificato e affollato. Credono che l’amore altrui porterà fortuna anche a loro. Un’atmosfera unica, che fa di Venezia una meta d’obbligo, assolutamente imperdibile. Come mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui? Scoprile subito! (Indro Montanelli), Venezia è come mangiare tutta in una volta una scatola di cioccolatini al liquore. Utilizziamo cookie e altre tecnologie simili per migliorare la tua esperienza di acquisto, per fornire i nostri servizi, per capire come i nostri clienti li utilizzano in modo da poterli migliorare e per visualizzare annunci … Le pietre di Venezia, a cura di Augusta Guidetti, Collana I Grandi Scrittori Stranieri, Torino, UTET, 1932. (ibidem), I gondolieri sanno essere magnanimi. (Camillo Boito), Venezia! (Dal web). (Iosif Aleksandrovič Brodskij), Ora sono a Venezia, mio caro Usbek. (Thomas Mann), Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti. (Mieczysław Kozłowski), A volte sulla riva di San Marco giungono velieri che recano nelle loro vele i venti di altri mondi.