Studi sulla poesia di Foscolo e Leopardi, Napoli, Liguori, 1999, pp. , p. 12). Giacomo Leopardi - Poesia by ilCarta. La speme e breve ha la memoria il corso, Il … 20La trama del componimento non si arresta, tuttavia, su questa attività solitaria della mente. 61           Amarissima allor la ricordanza, 62           locommisi nel petto, e mi serrava. La ricerca dell’oggetto amato diventa sempre più implacabilmente, nella ricostruzione leopardiana, la caccia a un’astrazione. 76-84). L’amore non è detto all’amata, perché non potrebbe mai Inevitabile e quasi automatica è la relazione tra quello che si leva come l’« ultimo canto » della poetessa greca e ciò che si presenta, invece, come la prima traccia della propria nascente identità. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi io mirava colei ch'a questo core M. de las Nieves Muñiz Muñiz ritiene, a sua volta, che « Il primo amore justifica [...] plenamente su presencia en los Cantos como crucial eslabón del libro » (G.L., Canti, edizione bilingue e commento a cura di M. de las Nieves Muñiz Muñiz, Madrid, Càtedra 1998, p. 206). Ricordo di un’esperienza, perciò, vissuta come alterazione e turbamento, piuttosto che cronaca analitica di una passione. Scrive Blasucci : Il Diario si presenta dunque, nel suo insieme, come la registrazione del decorso di una passione solitaria, dal suo primo manifestarsi al suo illanguidirsi. Il primo amore agisce, così, da prologo a una sceneggiatura che sta mutando e, idealmente, collabora a stabilire un nesso inseparabile con il successivo canto XVIII, Alla sua Donna : proprio il canto che, nell’edizione delle Canzoni del 1824, occupava quel decimo e ultimo posto destinato, nell’assetto finale dei Canti, al Primo amore. Proprio nella definizione del Primo amore l’Io acquista una centralità nuova, marcata in modo esplicito dalla ricorrenza impressionante e inedita della parola « cor » : mai usata prima, nel lessico dell’opera, con la medesima frequenza e inflessione6, e pari solo all’uso che Leopardi ne farà anni dopo nel Consalvo, o in un altro nevralgico componimento di passaggio come Il risorgimento7. Il tema del canto è, dunque, la ricostruzione di un avvenimento rivissuto nel ricordo (Tornami a mente) ; esso ripete e rinnova la prima volta di un soggetto di fronte al mistero di un sentimento ambiguo, che produce stati diversi e che si fissa nell’immagine di un corpo-fantasma: quello della donna desiderata, che rivive attraverso pezzi della sua identità (la voce, l’immagine « pinta » nel cuore). Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. critica di G. Pacella, Milano, Garzanti, 1991, p. 53. Abrams, « Per lo più noi riconosciamo alla sola voce, anche senza vederle, le persone da noi conosciute, per molteplici che siano le nostre conoscenze, per minima che sia la diversità di tale o tal altra voce da un’altra; per pochissimo che noi abbiamo praticata quella tal persona, o praticatala pure una sola volta » (. / Deh quanto, in verità, vani siam nui ! Anche per questo sarà l’ultima a morire nella sua poetica. L’amore per Leopardi non coincide mai perfettamente con una singola donna. inconsapevolmente illusi o consapevolmente tristi. 17Protagonista di un’avventura inedita, il « cor » dell’Io sperimenta, proprio per la prima volta, una condizione in cui ogni « contento » diventa « noia ». « Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, / E quelli m’apparian vani per cui / Vano ogni altro desir creduto avea. 82           Solo il mio cor piaceami, e col mio core. riflessione razionale, che però non cancella, ma anzi esalta, la passione Il mondo vero, fatto di suoni e di corpi tangibili, rioccupa il posto principale, mentre il giorno che nasce riporta la concretezza di rumori sicuri: lo scalpitare dei « destrier », « che battean la zampa sotto al patrio ostello », o « de’ cavai e delle rote il romorio ». 64           E lunga doglia il sen mi ricercava, 65           com’è quando a distesa Olimpo piove. Home di Leopardi: l’illusione e il sogno che salvano dal Nulla non consentono di Una poesia sulla distanza. Ogni storia d’amore, in qualunque momento essa possa ripresentarsi, non potrà che essere uno spasimo mai perfettamente annullato: un « pensiero dominante », lo chiamerà successivamente, una forza che sconvolge la vita interiore senza offrire nessuna pacificazione. è fuoco acceso e vivo, porta Leopardi a conclusioni che resteranno costanti né in leggiadro soffria né in turpe volto: giammai non ebbi, e sol di 3Dopo averlo composto, nelle linee essenziali, tra il 14 e il 16 dicembre 1817, Leopardi sceglie, perciò, secondo tale strategia, di posporre Ilprimo amore a testi nati successivamente e di assegnarlo in una zona di raccordo. 72           queta il silenzio, o il verdeggiar del prato. La descrizione di questi « moti cari e dolorosi »17 costituisce il vero tema dell’operetta. L. Blasucci. 4 Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, 5 io mirava colei ch’a questo core 6 primiera il […] Oggi – 10 dicembre 2020 – è anche il centenario della nascita della più pericolosa narratrice sudamericana: Clarice Lispector. l’orecchio avido e l’occhio indarno aperto. / Solo il mio cor piaceami, e col mio core / In un perenne ragionar sepolto, / Alla guardia seder del mio dolore » (vv. qual tra le chiome. comunicare con gli altri, che sono visti sempre inseriti nel mondo “reale”, 58           Poscia traendo i tremuli ginocchi. Proprio il « cor », infatti, diventa teatro di emozioni sconosciute, ma è anche il responsabile dei trasalimenti dell’anima intera. El contraste gloria/belleza marca una nueva fase en la ‘historia’ de los Cantos (según la ordenación que quiso darles el poeta): no ya la gloria añorada y lamentada en las canciones anteriores, sino el amor; no las ilusiones colectivas, sino la única que puede obrar con fuerza suficiente en el individuo moderno.32. 85-103 : fissità nella contemplazione della « bella imago », che sopravvive nel pensiero, distinta da ogni oggetto reale. piaceami, e col mio core / in perenne ragionar sepolto, / alla guardia seder L’episodio specifico, cui egli rivolge la sua attenzione, è figura di una legge che resterà invariabile. 50           il dubitoso orecchio, e un gel mi prese. , edizione bilingue e commento a cura di M. de las Nieves Muñiz Muñiz, Madrid, Càtedra 1998, p. 206). 78           vano ogni altro desir creduto avea. Essi reintroducono alle sensazioni che vengono dall’esterno e le annotano puntigliosamente, come segni della cronaca che sta scompigliando il soliloquio dell’anima. Sono due titoli diversi: uno di genere (elegia), l’altro tematico (amore)9. L’inquietudine che egli prova si trasforma in ansia senza centro : « desiderio – chiarisce il poeta – non sapeva né so di che, né anche fra le cose possibili vedo niente che mi possa appagare »20. / Deh come mai da me sì vario fui, / E tanto amor mi tolse un altro amore ? Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch’a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. Home Page > Percorso testuale > Poesie > Il primo amore. 4             Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, 5             io mirava colei ch’a questo core. 63. Lombardi, Milano, Rizzoli, 1998, pp. emergono le trepidazioni e delle ansie dell’innamorato: il tremore delle 3912  Sul confronto tra i due testi scrive M. de las Nieves Muñiz Muñiz (op.cit., p. 205) : « Si bien desde el título mismo, alusivo a una íntima experiencia autobiográfica del poeta, se marca la fractura entre este ‘primer’ canto de amor y el ‘ùltimo’ canto dirigido a la naturaleza por la antigua Safo, el salto queda hábilmente atenuado por la común temática (la desdicha amorosa en un sujeto ‘nacido para el llanto’) y el recurso en ambos casos a la primera persona. l’affetto. 14L’atto del « mirare » genera il problema su cui il canto ruota e che coinvolge le proprietà dell’innamoramento: stato per eccellenza perturbante, mescolanza di « dolce affetto » con « tanto desio » e « tanto dolore ». Nel tempo giovanil, quando ancor lungo. 11Come si vede anche da questo assai sommario profilo, l’attenzione si arresta sul meccanismo generativo dell’immagine d’amore, abbandonando lo schema evolutivo seguito nel Diario. Sulla base di questa successione di temi, che implica anche una transizione da una prospettiva poetica a un’altra, l’autore articola l’intera macchina dell’opera, distribuendo accortamente la sede di ciascun componimento e il ruolo che a questo compete nell’impianto generale. essa la presenza di elementi del suo pensiero “maturo”. È un « pensier » nuovo quello di cui si parla, la cui invadenza nel circolo ininterrotto dei giorni e delle notti è sottolineata dalla ripetizione del verso 16 : Quel pensier che nel dì, che lusinghieroTi si offeriva nella notte, quandoTutto queto parea nell’emisfero:Tu inquieto, e felice, e miserando,M’affaticavi in su le piume il fianco,Ad ogni or fortemente palpitando. 34           E mentre io taccio, e mentre io non contendo, 35           che dicevi, o mio cor, che si partia. 8             Perché seco dovea sí dolce affetto. Non il piacere degli astri o della natura, né quello dello studioa : diventati tutti « vani », anche quelli al cui confronto tutti gli altri erano sembrati « vani ». / Deh come mai da me sì vario fui, / E tanto amor mi tolse un altro amore ? Tornami a mente il dì che la battaglia d'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! 100         Vive quel foco ancor, vive felice e miserando”). or che spaventoChe angoscia era la tua fra quel pensieroPresso al qual t’era noia ogni contento ? 303  D. De Robertis afferma decisamente che « gli Idilli sono il punto di crisi dei Canti » (op. 34-60 : descrizione della partenza della donna ;vv. Non vi mancano tuttavia similitudini ed immagini pregevoli. amata l’amore è assoluto, totale, incondizionato, è il naufragio nell’infinito; Il rapporto che si stabilisce tra i due testi è, come si diceva, di continuità, di somiglianza, ma anche di differenza. Follow. In qualche modo, ridotta ad allucinazione e a pura ombra, essa è una variante dell’impossibilità di raggiungere compiutamente il piacere inseguito, qualunque sia l’aspetto in cui possa materializzarsi. 74-79), Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (. Scritto nel dicembre 1817 in occasione della visita in casa Leopardi della cugina di Monaldo, Geltrude Cassi Lazzari, e pubblicato solo nel 1906, "Memorie del primo amore" è qui accompagnato dall'elegia "Il primo amore", composta nei medesimi giorni. Allorché commenta Alla sua donna, l’autore stesso ne indica il contenuto principale nella contemplazione di « una di quelle immagini, uno di quei fantasmi di bellezza e di virtù celeste e ineffabile, che ci occorrono spesso alla fantasia, nel sonno e nella veglia, quando siamo poco più che fanciulli, e poi qualche rara volta nel sonno, o in una quasi alienazione di mente, quando siamo giovani. 12I versi 1-3 evocano i protagonisti che compongono la sceneggiatura dell’intero canto : il ricordo/ la prima volta /l’io, soggetto lirico ed esistenziale dell’avventura. Matteo Palumbo, « Il primo amore di Giacomo Leopardi : donna reale, donna sognata », Italies [En ligne], 3 | 1999, mis en ligne le 27 mars 2010, consulté le 05 janvier 2021. , come quelle che di Saffo ricorda Suida » (G.L., Sul confronto tra i due testi scrive M. de las Nieves Muñiz Muñiz (, , p. 205) : « Si bien desde el título mismo, alusivo a una íntima experiencia autobiográfica del poeta, se marca la fractura entre este ‘primer’ canto de amor y el ‘ùltimo’ canto dirigido a la naturaleza por la antigua Safo, el salto queda hábilmente atenuado por la común temática (la desdicha amorosa en un sujeto ‘nacido para el llanto’) y el recurso en ambos casos a la primera persona. La forma globale dei Canti si articola, come si sa, secondo i principi di una raccolta organica, ordinata secondo una precisa architettura disposta dall’autore, che coordina intenzionalmente l’equilibrio generale dell’intero volume1. Lombardi, Milano, Rizzoli, 1998, pp. G.L.. , a cura di W. Binni ed E. Ghidetti, I vol., Firenze, Sansoni, 1993, p. 57). 13Dal verso 4 comincia l’esposizione analitica di quell’espe-rienza : Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissiIo mirava colei ch’a questo corePrimiera il varco ed innocente aprissi. 4922  « [...] io duro come ne’ giorni innanzi, parendomi che il solo mio vero passatempo sia lo scrivere queste righe » (Ibidem, p. 19). Leopardi, quasi ventenne, e vive il suo primo amore. Salvatore Galeone 15 Dicembre 2020. del mio dolore”. dell’illusione non ammette altro che la “vita solitaria”: “Solo il mio cor 99           ch’arsi di foco intaminato e puro. 36           quella per che penando ivi e battendo? 6033  « Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, / E quelli m’apparian vani per cui / Vano ogni altro desir creduto avea. Nella poesia Odisseo a Telemaco del 1972 di Iosif Brodskij abbiamo il primo esempio di una poesia che abita la distanza inabitabile e inarrivabile. dell’amata, alla quale egli si rivolge. alla solitudine, unica dimensione in cui l’illusione può prendere corpo e prende corpo soltanto nel ricordo (o nel sogno, appunto), dopo la morte Il più immediato richiamo è quello che si fissa con il componimento che lo precede immediatamente e che è Ultimo canto di Saffo12. 79           Deh come mai da me sí vario fui. 18           tutto queto parea nell’emisfero: 19           tu inquieto, e felice e miserando. 67           Ned io ti conoscea, garzon di nove, 68           e nove Soli, in questo a pianger nato. sotto lo stesso tetto o lo ha abbandonato da poco, eppure Leopardi non si 91           E quel di non aver goduto appieno. 54           e delle rote il romorio s’intese; 55           orbo rimaso allor, mi rannicchiai. (G. Leopardi, Canti, Newton 15           presso al qual t’era noia ogni contento? G.L., Tutte le opere, a cura di W. Binni ed E. Ghidetti, I vol., Firenze, Sansoni, 1993, p. 57). 20           m’affaticavi in su le piume il fianco. 101         spira nel pensier mio la 314  F. Gavazzeni (op. Esperienza di un soggetto, avventura del suo animo, esso è contemporaneamente la rappresentazione di una contraddizione a cui l’Io resta inchiodato : aperto alla bellezza celeste, non può che disprezzare tutto ciò che di quella bellezza è pallida copia. Il rinvio è allo studio, ormai classico, di M.H. La lirica, viceversa, copre solo lo spazio narrativo della prima parte : dalla rivelazione dell’amore alla partenza della donna; il resto è una celebrazione al presente del proprio dolore e della fedeltà all’immagine di lei che persiste vittoriosa nella mente del poeta.23. 52. 27           la contemplavan sotto alle palpebre! yourtrashcollector. queta il silenzio, o il verdeggiar del prato. Se tu osservi il linguaggio di Leopardi, ti accorgerai che non può fare fisiologicamente a meno del modello petrarchesco. L’ordinamento che egli privilegia prevede al centro del canzoniere, dopo il « romanzo ideologico »2 delle canzoni civili, l’esperienza degli idilli, valutata sempre più, nella stessa autocoscienza teorica di Leopardi, come un momento cruciale e rivoluzionario3. 52           E poi che finalmente mi discese, 53           la cara voce al core, e de’ cavai. L’opera si può tranquillamente inserire tra le poesie d’amore più belle da dedicare, dai versi di Alda Merini a quelli di Neruda. Logra así L. conjugar continuidad y discontinuidad en un claroscuro cuya clave reside en los matices, es decir, en el modo de expresar y padecer la pasión: trágico para la poetisa griega que corta abruptamente el hilo de su ‘ingenio’ al descubrir el misterio de la infelicidad; melancólico para el moderno lírico que funda en ella -amour de loin y dolorosa introspección- su nueva vena ‘sentimental’ ». 281  Sulla questione cfr. Italies - Littérature Civilisation Société est mis à disposition selon les termes de la licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 4.0 International. I canti fiorentini di Leopardi, ossia le poesie Il pensiero dominante, Amore e morte e A se stesso, furono composti durante il soggiorno del poeta a Firenze fra il 1831 e il 1833. La donna conosciuta e ammirata è diventata unicamente « idea » e « immagine », « spirante e visibilissima », ma « che ho nella mente », e la cui purità può essere solo contaminata dalla vista delle cose reali21. La distanza da questa sfera ideale, chiusa nella sua intangibilità, non può non condannare ogni esperienza che si svolga nei confini del mondo al disinganno e all’insoddisfazione. Un emisfero di emozioni sconosciute si spalanca improvvisamente, e lo spazio interno del cuore si trasforma in un abisso ignoto, alla cui vita misteriosa si può alludere con la forza di similitudini illuminanti30, evocative di un fondo oscuro della coscienza : Mille nell’alma instabili, confusiPensier si volgean ! L’opera "Il primo amore", che è una canzone, occupa una posizione cruciale nel sistema dei Canti.Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. Giacomo Leopardi in archivio dal 28 mag 2001. 75           che di beltade amor vi fea dimora. , a cura di G. G. Amoretti, Genova, Il Melangolo, 1981, p. 13. 76           Né gli occhi ai noti studi io rivolgea, 77           e quelli m’apparian vani per cui. 4-12 : indicazione della natura ancipite dell’amore, « diletto » « pien di travaglio e di lamento » ;vv. 97           Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro. 21La « voce » è l’ultima zattera a cui il soggetto si aggrappa: una voce « cara », da riconoscere e da identificare, tenendola distinta da « plebea » e permettendole di scendere fino al cuore31. La forza e il valore di quanto si racconta derivano proprio dall’essere esperienza della « prima volta »: la primavoltità è il valore, avrebbe avvertito anni dopo Bazlen25. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, Io mirava colei ch’a questo core se vera e quale il mio pensier ti pingealcun t’amasse in terra, a lui pur foraquesto viver beato. alle tenebre / sorgea la dolce imago ...”). La soppressione del termine « elegia » è ancora più significativa se pensata sullo sfondo delle classificazioni che aveva operato Schiller, distinguendo l’unità della poesia sentimentale nella triplice variabile dell’elegia, della satira e dell’idillio. Questo scarto implica la persistenza di stati d’animo torbidi, incerti, irrequieti, sotto il segno della « smania » e dell’« angoscia ». 5-44). cit., pp. Da solo nella propria camera – o sull’ermo Compton, Roma, l996, pagg. La consapevolezza 15La forma intrinsecamente mescidata della passione, verifica di quella legge del desiderio e del piacere mai realizzato, che Leopardi metterà successivamente al centro della propria riflessione, è amplificata, nel testo del Primo amore, dai versi 10-13. 2La posizione che Il Primo amore occupa nel sistema complessivo dei Canti è assai delicata. In modo diverso dalla logica seguita dalle pagine in prosa, esso si attesta, piuttosto, sulla scoperta della natura dolorosa dell’intera vicenda d’amore, senza seguirla nel percorso stesso di genesi e di epilogo che caratterizza il Diario. 87           né in leggiadro soffria né in turpe volto: 88           che la illibata, la candida imago. Luigi Blasucci ha colto perfettamente il significato di questo spostamento, motivato dal « passaggio dei testi nel libro dei Canti, nella cui dicitura comprensiva si dissolsero le singole etichette di ‘genere’ »10. costituiscono una analisi dell’amore e del proprio sé attraverso una 94. 25Proprio perché l’amore si rinchiude nella vista di un’essenza, non potrà essere che sogno, illusione, fantasia, desiderio incompiuto di qualcosa che non esiste, e dunque dolore. 29 giugno 1798, Recanati. bella imago, 102         da cui, se non celeste, Rendo omaggio alla sua arte ripubblicando, debitamente rivisto, un mio testo apparso sul "Primo amore" il 17 marzo 2017 e scritto nella più pericolosa città del Brasile. lei m’appago. Questo è il periodo per Leopardi dell’ incontro con la grande verità e con le prime iniziazioni (all’amicizia e soprattutto all’amore). Voir la notice dans le catalogue OpenEdition, Plan du site – Crédits du site – Mentions légales – Flux de syndication, Nous adhérons à OpenEdition Journals – Édité avec Lodel – Accès réservé, Vous allez être redirigé vers OpenEdition Search. Calvino, l’écriture, le dessin, l’image, L’envers du Risorgimento. #leopardi #poesia leopardi #giacomo leopardi #poesia #il primo amore #amore #dolore #dolce affetto. Giacomo Leopardi, Il primo amore X. terza rima (103 versi) (Recanati, 1817-18) CaNTO X. Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! Italies, Revue d’études italiennes, Université de Provence, n°3, Femmes italiennes, 1999. 85           E l’occhio a terra chino o in se raccolto, 86           di riscontrarsi fuggitivo e vago. 19Né il sonno, unico modo per tacitare l’energia del desiderio28, interviene a dar tregua. A lui ci si può indirizzare come a una parte sofferente del proprio sé, da cui dipende, comunque, lo smarrimento implacabile dell’Io : Dimmi, tenero core. Il primo amore. qual tra le chiomeD’antica selva zefiro scorrendo,Un lungo, incerto mormorar ne prome. Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti, , i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche. 59           stupidamente per la muta stanza. Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 – Napoli, 1837) ha posto molto spesso come tematica centrale della sua poesia l’ amore. Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre. nella sua riflessione filosofica e nella sua produzione poetica: la condanna , ed. L. Blasucci, op. 7             Ahi come mal mi governasti, amore! Logra así L. conjugar continuidad y discontinuidad en un claroscuro cuya clave reside en los matices, es decir, en el modo de expresar y padecer la pasión: trágico para la poetisa griega que corta abruptamente el hilo de su ‘ingenio’ al descubrir el misterio de la infelicidad; melancólico para el moderno lírico que funda en ella -. critica di G. Pacella, Milano, Garzanti, 1991, p. 53. E l’occhio a terra chino o in se raccolto. 83           in un perenne ragionar sepolto. ... ove il tempo mio primo. 93           e il piacer che passò cangia in veleno, 94           per li fuggiti dí mi stimolava, 95           tuttora il sen: che la vergogna il duro. Abilitato ad attraversare l’inferno delle passioni, non potrà essere che l’atto dello scrivere a riportarlo nella luce chiara della conoscenza. soprattutto D. De Robertis (Il sistema della poesia, in G.L., Canti, a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. 41           e i destrier che dovean farmi deserto. Identificandosi con un’astrazione, essa resta puro oggetto di contemplazione: mai un possesso definitivo e compiuto. D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. 47           di quelle labbra uscir, ch’ultima fosse; 48           la voce, ch’altro il cielo, ahi, mi togliea. Senza abbandonare i tentativi poetici, il giovane attende alla stesura di un diario che, in quanto forma di scrittura confidenziale per eccellenza, … Maggiori informazioni sull'abbonamento a Scribd. 63           ad ogni voce il core, a ogni sembianza. 14 giugno 1837, Napoli. Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Solo il mio cor piaceami, e col mio core,In un perenne ragionar sepolto,Alla guardia seder del mio dolore. 6134 Operette morali, a cura di C. Galimberti, Napoli, Guida, 1988, p. 219. soprattutto D. De Robertis (, , a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. Questa collocazione sottolinea come Leopardi riconosca in 98           che voglia non m’entrò bassa nel petto. Scrive Leopardi il 30 giugno del 1823 : In ciascun punto della vita, anche nell’atto del maggior piacere, anche nei sogni, l’uomo o il vivente è in istato di desiderio, e quindi non v’ha un solo momento nella vita (eccetto quelli di totale assopimento e sospensione dell’esercizio de’ sensi e di quello del pensiero, da qualunque cagione esso venga) nel quale l’individuo non stia in istato di pena, tanto maggiore quanto egli o per età, o per carattere e natura, o per circostanze mediate o immediate, o abitualmente o attualmente, è in istato di maggior sensibilità ed esercizio della vita, e viceversa.27. L’intera composizione lo assume, così, come punto di riferimento e di drammatizzazione. palpitando nel letto e, chiusi gli occhi. La lirica, d’altra parte, è per Leopardi proprio questo: il canto di dolore del soggetto, che trasforma ed esprime la propria sofferenza in parola. 80           e tanto amor mi tolse un altro amore? , a cura di F. Gavazzeni e M.M. URL : http://journals.openedition.org/italies/2587 ; DOI : https://doi.org/10.4000/italies.2587. 5528  « Il sonno stesso non è piacevole se non in quanto è torpore, dimenticanza, riposo dai desideri, dai timori, dalle speranze, e dalle passioni di ogni sorta » (Zibaldone, cit., p. 1779). Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Sulla questione cfr. Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. Per questo motivo Amore e morte segna il momento più drammatico e di maggiore tensione nel rapporto tra Leopardi e il sentimento amoroso, rapporto segnato, appunto, dalla passione del poeta per Fanny. Davide Rondoni, poeta e fondatore del Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna, pubblica per Fazi un libro sul famoso componimento leopardiano. L’adozione della terzina, unica nella tessitura dei Canti, è testimonianza del deciso connettersi a una tradizione (quella appunto del sogno/visione, che ha naturalmente in Dante, in Petrarca e nel più vicino Monti sicuri punti di riferimento24), di cui riprende le formule sostanziali. A lui tocca non solo il ruolo di protagonista, ma anche la funzione d’interlocutore, a cui l’io che parla si rivolge in qualità di vittima e insieme di testimone. Identificandosi con un’astrazione, essa resta puro oggetto di contemplazione: mai un possesso definitivo e compiuto. Tuttavia, all’opposto, il «foco» d’amore è anche «foco intaminato e puro », che «spira» nel pensiero grazie a quella trasfigurata «bella imago». 73           Anche di gloria amor taceami allora. Leopardi, Diario del primo amore. 1-3 : esposizione dell’argomento: ricordo della prima « battaglia d’amor » ;vv. Le immagini si affollano come « per febre », in un sonno diventato « rotto » e « deliro ». « Sovrana passione », e, altrove, « l’impero della bellezza ». 40           Senza sonno io giacea sul dí novello. 6             primiera il varco ed innocente aprissi. La canzone "Il primo amore" occupa una posizione cruciale nel sistema dei Canti. Nell’imposizione del nuovo titolo, d’altra parte, risuonano armoniche precise, dipendenti dalla disposizione che il testo occupa nella scansione del libro. 5932  M. de las Nieves Muñiz Muñiz, op. 57           strinsi il cor con la mano, e sospirai. Il primo amore. 4013  Sul rapporto che unisce e divide i due testi cfr. 325  G. L, Zibaldone di pensieri, ed. In questo luogo di ombre la donna reale coincide con la donna sognata. Svanita la causa del diletto, sopravvive l’« amarissima » ricordanza, che pesa sul cuore e che lo attraversa a ogni voce o immaginea : sostituti ingannevoli di qualcosa che si è perduto e che alludono a questo bene, senza replicarne l’identità. Il primo amore ( G. Leopardi) Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre.