E’ come se dicesse: Ti aiuto io, affiancati e affidati a me. Proprio da questo compito, portato avanti dai ministri ordinati e da umili fedeli, è nata la Chiesa che annuncia Gesù salvatore nelle lingue di tutti i popoli della terra. Tutti figli, tutti missionari. La parabola è raccontata solo da Matteo ed è inserita nei discorsi di Gesù che trattano della sua venuta alla fine dei tempi. Confuso e frastornato, Pietro prone a Gesù di costruire tre tende sul monte per prolungare nel tempo quella visione straordinaria e poterla contemplare a lungo. Ora, essi devono solo credere a quelle parole ricevute nove mesi prima. La fede non è un fatto privato da tener nascosto nel segreto della propria coscienza, come vorrebbe farci credere certa cultura secolarista molto diffusa oggi. Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Essa diventa condizione indispensabile, nella preghiera del «Padre nostro» per ottener misericordia da Dio stesso (Mt 6,14-15). Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Era anche il messaggio contenuto nella parabola dei vignaioli omicidi ascoltata domenica scorsa, che lo stesso schema di rifiuto e di tragicità. Egli è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e dalla zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Il vangelo di oggi ci costringe a confrontarci seriamente con l’articolo del credo, dove diciamo: «Credo nella risurrezione della carne e nella vita eterna». Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ed essi andarono. Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Lo afferma chiaramente Gesù nel vangelo di oggi, citando un detto del profeta Isaia. Anche i cristiani, che sembrano più impegnati, stanno perdendo il senso del peccato, che dilaga oggi in ogni direzione. Davanti a personaggi così rispettabili, Erode preferì però agire con diplomazia, fece buon viso a cattivo gioco. Essa fa vivere di vita divina, fortifica e risusciterà i corpi mortali dei fedeli alla fine dei tempi. Nonostante le nostre debolezze e i nostri limiti, egli continua ad aver fiducia in noi, ad attendere la nostra maturazione cristiana. La risposta sorprendente e assolutamente originale di Gesù sta però nel mettere insieme, sullo stesso piano l’amore di Dio e del prossimo, dopo aver ridefinito il concetto di «prossimo». La fede presuppone un’intelligenza pronta e aperta all’imprevedibile di Dio, non condizionata da pregiudizi e da mentalità troppo umani. Questo collage di figure messe insieme dalla tradizione ebraico - cristiana viene posto in bocca al Battista nella sua presentazione di Gesù che oggi leggiamo. Avviciniamoci a quei due compagni di viaggio per condividerne l’esperienza di dubbio, di dolore e di gioia. In quel tempo, Giovanni , che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Anche oggi l’orizzonte in cui Gesù parla è quello del Lago di Genezaret, un ambiente sereno di pace tra l’uomo e la natura, che invita alla contemplazione e alla riflessione. Oggi, nel Vangelo della liturgia eucaristica, leggiamo il testimonio di Giovanni il Battista. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Quanto il cielo è alto sulla terra, tanto le mie vie sono lontane dalle vostre, i miei pensieri sono diversi dai vostri» (Is 55,8s). In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. L’umile re che arriva in città a dorso di un asina, è il Messia figlio di David e il Figlio di Dio. Chi tra voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. In polemica con le autorità del suo tempo, egli dichiara: «Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e banditi». (, Il Signore cammina con noi sulle strade del mondo. Scarica Vangelo di Matteo. Egli viveva una vita normale, come un uomo comune. Il primo dei tre cortili, nelle grandi feste, si trasformava in una piazza del mercato, dove si vendevano animali da offrire in sacrificio (vitelli, pecore, capre e colombe) e dove erano collocati i tavoli per il cambio delle monete. di generazione in generazione la sua misericordia. Egli rimane di la del Giordano, come fa capire il vangelo di Luca (3,3), non è entrato nella terra messianica. A tutti gli operai il padrone assicura che riceveranno un giusto salario per il loro lavoro, senza precisare quanto. Non è infrequente trovare cristiani che, senza farsene un problema di coscienza, praticano il lavoro nero, fatturazioni fittizie o mancanti, scontrini dimenticati ad arte, iva facilmente evasa. Ha così anticipato in lei la potenza redentrice e purificatrice della sua pasqua, lui che è padrone del tempi e signore della storia. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Un mondo senza testimonianza cristiana, sarebbe un mondo senza luce e senza sapore, un mondo senza vita e senza giovinezza. La parabola sulle labbra di Gesù descriveva la brutta storia del rifiuto d’Israele attraverso i suoi capi, contadini fittavoli delle vigna di Dio, che è il suo popolo; è un rifiuto culminato nell’uccisone del Figlio di Dio. «Le porte» sono un’espressione tipica orientale per indicare «il potere», perché chi teneva le porte aveva in mano la città. In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Nella cultura europea dominante sembra non esserci posto per una coraggiosa ed equilibrata professione di fede senza fanatismi, ma anche senza cedimenti. Il numero 14 nella scrittura ebraica, dove non esistevano le cifre, risultava composto di tre lettere DWD, proprio le lettere del nome di Davide, che è posto così, simbolicamente, al centro dell’elenco. L’uso di questo vocabolo, derivato dal vangelo, dice quanto abbia inciso la cultura cristiana sul nostro linguaggio. Luca, nei suoi racconti, è scarno ed essenziale, non indulge a particolari curiosi e, tanto meno, a dettagliate descrizione di sentimenti. Possiamo notare chiaramente che l’incontro del padrone appena tornato è descritto con una forte nota di serenità e di ottimismo. Il quarto esempio riguarda il giuramento falso, già proibito dall’ottavo comandamento che recitava: «Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo». Presto sarebbero stati abitati da quel mistero di luce che brillò sul volto di Cristo. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Era il meglio che potessero fare in misura di quanto hanno ricevuto. Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia». Rappresenta un eccellente ponte fra le Scritture del Vecchio Testamento e le Nuove, ponendosi in continuità con quanto promesso rispetto la venuta del Messia. «Osanna» era inizialmente un’invocazione e significava letteralmente «soccorrici, salvaci», ma ormai da tempo era diventato un saluto di accoglienza festosa, come il nostro «evviva!». Lo spirito che si riceve in ambedue i sacramenti è lo stesso, ma la misura e la funzione sono diverse. Dio è tollerante nei nostri confronti perché vuole la nostra piena salvezza. (Gv 1,29-34), Il vangelo di oggi è in stretta continuità con quello di domenica scorsa. E’ la più certa delle cose certe. Tu non hai soggezione di alcuno perché non guardi in faccia a nessuno. Alla notte dell’apparizione angelica ai pastori fa da riscontro la notte dell’apparizione della stella ai magi. Un non capire che è il riflesso di quello di Matteo e dei suoi, e che coinvolgerà anche il padre e la madre di Gesù posti tra stupore (Lc 2,18), non comprensione (Lc 2,50) e riflessione dinanzi a eventi inediti (Lc 2,19). Sono con lui i suoi discepoli. L’archeologia ce ne ha fornito diverse forme spesso scolpite con arte. L’evangelista ci ricorda che, mentre nel Tempio venivano sacrificati gli agnelli (era il 14 del mese di Nisan), Gesù era issato in croce, trattato come agnello pasquale al quale era proibito rompere le ossa (Gv 19,33.36). Perfino Matteo, così compassato e schematico nelle sue narrazioni, qui si fa coinvolgere da un clima simpatico di familiarità e di tenerezza fino a diventare improvvisamente vivace. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse in noi il cuore mentre conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Qui c’è un uomo nato cieco (il fatto è ripetuto ben 7 volte), come tutti noi sul piano della fede. Il salario di base sarà uguale per tutti, come nella parabola degli operai della vigna (Mt 20,8-18). E’ la pace di Dio che perdona, fornisce sicurezza interiore e stabilisce l’armonia di amore tra i suoi discepoli divenuti figli e il Padre di Gesù e loro. Le otto beatitudini passano in rassegna le situazioni più significative della vita e dicono che questa è la strada ad otto corsie che aiuta il cristiano a realizzarsi pienamente. Leggiamo un altro paio di passi delle parole del Signore, e capiremo questi passi della Scrittura. La corona di dodici stelle la mette al centro della Chiesa indicata dai dodici apostoli di Cristo, come lei splendenti nel firmamento divino. C’è un delicato parallelismo tra il dire di Pietro e il dire di Gesù: ambedue formulano verità inaudite che impegnano la fede della chiesa. Anche perché la nostra catechesi finora è stata spesso carente su questo tema e non ha formato coscienze troppo sensibili a questo dovere civico. Precedentemente egli li aveva avvertiti dicendo: «Sono venuto a portare non pace, ma spada. Non sappiamo se la risposta data alla luce dei fatti uditi e visti, abbia acquietato il Battista e risolto la sua crisi. La via sfocia poi nella vita vera, quella divina che Dio comunica ai credenti fin da ora. Semplicemente, Egli era e rappresentava un uomo comune; prima che Gesù iniziasse a svolgere il Suo ministero, non era diverso dalla gente comune, e gli altri non scorgevano alcuna differenza in Lui. (, Il sorpasso dei pubblicani e delle prostitute. I suoi discepoli erano andati in città a far provvista di cibi. La stringatezza del racconto non consente di descrivere le enormi difficoltà di una migrazione improvvisa e forzata. All’immagine della luce è abbinata l’immagine della città posta sul monte visibile anche da lontano nel raggio di chilometri. E’ un messaggio provocatorio di grande speranza; ci piace meditarlo dal vangelo che Matteo oggi ci propone. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Siamo rappresentati da Tommaso, uno dei dodici soprannominato «didimo» cioè gemello, forse per rendercelo più fratello. Doveva costituire uno scandalo insopportabile. Le parole di Cristo non esprimono un principio, fotografano solo una realtà che era sotto gli occhi di tutti, un’esperienza vissuta da Giovanni Battista e da Gesù. Gesù ha raccontato qui la sua esperienza rivestendola di immagini, facendone un piccolo dramma in azione, alla maniere delle parabole che sapeva narrare tanto bene. Intanto Gesù cerca di cancellare ogni possibile dubbio sulla sua vera identità e invita a guardare le mani forate dai chiodi e il fianco trapassato dalla lancia del soldato romano. Il miracolo non va contro la natura, ma ne potenzia le possibilità conosciute solo da Dio. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Save for later. Il racconto consente ai fedeli di ieri e di oggi di ripensare il proprio battesimo, di riscoprirne l’origine e il significato. A questo punto il discorso opera una svolta: Gesù non parla più del posto riservato per noi in cielo, ma della via per arrivarci. Scorrendo le beatitudini ci si rende conto che esse oltrepassano i confini della cristianità, perché alla loro base Gesù non mette nessuna motivazione di fede. Gesù aveva dichiarato che il grande profeta di fuoco si identificava col Battista: «Se lo volete accettare egli è quel Elia che vede venire». Un talento poteva essere d’oro o d’argento e pesava circa 43 kg. Le parole di supplica dei due sono le stesse, lo stesso è anche il gesto umiliante di prostrarsi a terra per muovere il collega a pietà e chiedere almeno una dilazione. Ha detto solo poche parole delle tante che avrebbe potuto (e, secondo noi, avrebbe dovuto) dirci, e. molte di queste le ha dette sottovoce, e comunque senza gridare. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. In quel tempo un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Dopo aver recato l'annuncio angelico agli abitanti di Betlemme, e dopo aver reso omaggio al Bambino, i pastori tornano alla loro campagna e ai loro greggi con tanta gioia nel cuore. La risurrezione di Lazzaro annuncia e anticipa la risurrezione il terzo giorno di Gesù, «il primogenito di coloro che risuscitano dai morti» (Col 1,18), ma annuncia e garantisce la risurrezione nostra, quella del quarto giorno, quella che ci unirà e ci conformerà a lui. Sì, bisognava nascere per opera dello Spirito Santo nel battesimo; questo consentiva di cambiare il modo di pensare umano e credere nelle sue parole: «Quel che è nato dalla carne è carne, quel che è nato dallo Spirito è spirito» (3,6). Quanti calvari ha cambiato la nostra croce lungo i secoli! Avevano ancora fresco il ricordo della carneficina operata dal governatore romano della Siria Quintilio Varo, circa trenta anni prima (nel 3 a.C.): Costui aveva fatto crocifiggere, senza battere ciglio, duemila ribelli zeloti tutti in una volta. La sua voce dona speranza ai poveri, agli umili, agli oppressi, agli affamati. La parabola del lievito approfondisce l’idea della potenza salvifica di Dio destinata a fermentare dall’interno la massa umana. Sono le chiavi della casa o della città, che simbolicamente indicano la piena autorità (Mt 23,13). L’espressione è tratta dal linguaggio biblico e ha valore di superlativo. Avete inteso che fu detto:” Non commetterai adulterio”. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? E come se le braccia di Gesù si allargassero dalla cerchia dei suoi uditori storici per stringere gli uomini di tutti tempi e di tutte le latitudini. E’ più leggero il peso portato in due, specie se la controparte se ne assume il maggior carico. Gesù li abbraccia tutti con il saluto pasquale della pace: «Pace a voi!». Con la Pasqua di morte e di resurrezione è Gesù risorto il nuovo tempio. Ciò è messo chiaramente in evidenza dalla teologia e dall’iconografia orientale dove Maria non è mai presentata senza Gesù. Finché c’è lui la Chiesa non finirà. Credi questo?». Gesù aveva detto: «Ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore» (Gv 10,16). Il Concilio Vaticano II insegna che «Ad ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di spargere, quanto gli è possibile, la fede» (LG 17). Riscopriremmo il senso della meraviglia cantata dal Salmo 8: «O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! Una canna sbattuta dal vento? E’ l’ora della cena, il principale pasto della giornata, il luogo dove sono è disabitato, e gli apostoli sollecitano Gesù a licenziare la gente perché vada nei paesi vicini a comprarsi il pane prima che si faccia buio. Comunichiamo insieme su questa domanda. Tutti dovremmo essere missionari. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima.. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono lo adorarono. Infatti è detto che Gesù passa, vede Matteo al lavoro, lo chiama alla sequela, e subito egli, lasciato tutto, lo segue. Il ministro appena graziato chiama a sua volta al rendiconto un suo subalterno che gli deve 100 denari, una somma irrisoria a confronto del debito di 100 milioni di denari che il re gli ha appena annullato. Consapevolmente, la invita ad andare chiamare suo marito. Prima di allora li ha chiamati solo amici (Gv 15,14-15). Il motto che ha forgiato la cultura europea nel suo progresso e nella su espansione. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo. Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Sono stati così bene insieme; dal cuore è scomparsa la cappa di piombino che l’opprimeva. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». La narrazione procede descrivendoci due eventi straordinari: uno legato alla vista, l’altro legato all’udito. Tiene in mano la pala, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile», Domenica scorsa era lo stesso Gesù ad invitarci a guardare in avanti vero la sua ultima venuta nella storia del mondo e di ogni singolo uomo, oggi è Giovanni Battista ad assicurarci che Gesù viene già oggi nella chiesa, ad annunciare di nuovo il suo vangelo. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. La sesta e ultima antitesi di questo meraviglioso discorso segna l’apice della morale di Gesù. Ma il Figlio di Dio volle nascere. Si ha l’impressione che Gesù si trovi a disagio nel parlare di questi ultimi e nel descriverne il supplizio eterno, perciò la loro condanna è pronunciata in maniera affrettata e sintetica. Sorge il Diluvio ed appare la Torre di Babele del dominio universale (Gen 2,1 a 11,32). Ma Gesù chiede ai discepoli di cambiare prospettiva: sostituire il «comperare» con il «donare», un capovolgimento dell’economia umana fondata sul potere di acquisto del denaro. L’idea è ripresa alla fine del nostro brano con la frase: «Chi mi confesserà (. Traspira dal Vangelo di Luca l’ammirazione, l’amore, la venerazione per la Madre del Signore, riflessi nell’adorazione e nell’amore dei primi credenti per Gesù. E questo perché, come disse il Signore Gesù, “Beati i poveri in spirito, perché di loro è il Regno dei Cieli” (Matteo 5:3). Dio ricordava a Israele: « Vi ho sollevato su ali di aquila e vi ho fatto venire a me» (Es 19,4). Come faro di speranza brilla sul mondo una creatura che non è stata mai sporcata o ferita del peccato; è Maria, la madre di Gesù, che la chiesa presenta da secoli come Immacolata Concezione. Come ti ha aperto gli occhi?». Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Proprio questo primo discorso, come l’ultimo, si chiude con il riferimento al rendiconto finale della fine dei tempi (quel giorno). Ancora una volta sentiamo risuonare la voce del precursore sulle rive del Giordano, questa volta a commento delle parole dette da Dio stesso dopo il battesimo di Gesù. Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone».Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Alla domanda di Gesù su cosa avrebbe dovuto fare il padrone contro quei contadini macellai, la gente indignata rispose con una specie di urlo liberatorio: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà al vigna ad altri che gli consegneranno i frutti a suo tempo». Dio nessuno l'ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Ora Gesù poteva spiegargli perché gli aveva cambiato nome il giorno in cui lo vide la prima volta. Un lungo viaggio di 160 chilometri, che non si poteva compiere in meno di quattro o cinque giorni di, cammino, prevedendo bivaccamenti notturni lungo la strada in ripari di fortuna. I farisei gli obiettano che quello non può essere un miracolo, tanto è evidente la violazione del sabato. “Perciò anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà” (Matteo 24:44). Nella Lettera di accompagnamento al Vangelo egli scriveva:«. All’improvviso potremmo sentirci dire da Gesù: «Non vi conosco!», non sono riuscito mai a stabilire con te un vero e profondo legame di amicizia, perché tu non avevi mai tempo per me. Il risultato appariva quando la costruzione era in pericolo a causa di alluvioni e tempeste che in oriente si abbattono improvvise e trascinano via tutto, perchè non c’è la vegetazione che ne frena la violenza. Egli conosce bene il suo campo e sa che alla fine avrà il suo raccolto. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». E’ accaduto recentemente anche a madre Teresa di Calcutta, come racconta nel suo diario. Für später vormerken. Il giudizio resta nello sfondo come ammonimento bonario per stimolarci a vivere con responsabilità e amore la vita che Dio ci dona. Egli è venuto da Dio per annunciarla, viverla e spiegarla agli uomini. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Tutto questo, precisa Gesù, accadrà a Gerusalemme dove è diretto, in definitiva, il suo cammino. I quattro Libri, che noi chiamiamo Vangeli, non si chiamavano così all’inizio; Vangelo è un titolo che si è affermato nel corso del II° secolo, un secolo dopo la genesi dei vangeli. Insomma è cambiato clima. «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?» (Mt 19,27). Video su Gesù Cristo - Il mistero dell'incarnazione di Dio Nell'Età della Grazia, Dio Si incarnò e divenne il Signore Gesù che venne per redimere l'um…, Brani da meravigliosi film - Rivelare il mistero dell'incarnazione Sebbene tutti coloro che credono nel Signore sappiano che il Signore Gesù è Dio div…, Esiste una base nella Bibbia per il ritorno del Signore attraverso l'incarnazione Nell'accogliere la seconda venuta del Signore, molte persone attribu…, Per molti anni lo Spirito di Dio è stato costantemente alla ricerca mentre operava sulla terra. L’argomento dell’annuncio è quello enunciato da Gesù e sintetizzato nella proclamazione del regno dei cieli ormai giunto e certificato dai segni e miracoli che lo accompagnano. Ciò è potuto avvenire perché il Figlio di Dio ha avuto la possibilità, unica al mondo, di scegliersi e di formarsi sua madre già prima che il mondo fosse, quindi prima che fosse creata l’umanità ed entrasse in essa il peccato. Dopo che il Signore Gesù fu battezzato, lo Spirito Santo cominciò a testimoniare per Lui e il Signore Gesù iniziò a indicare la via per il pentimento dell’uomo, mostrando i segni e i miracoli di Dio, guarendo i malati e scacciando i demoni. La venuta dei magi è descritta in due tappe: il lungo viaggio dall’oriente fino a Gerusalemme, e il breve viaggio da Gerusalemme a Betlemme. Qui viene inaugurato il tempo della Chiesa quello nel quale Dio, parla attraverso gli uomini. Come in ogni parabola, Gesù intende illustrare solo un aspetto parziale rappresentativo dell’agire e del volere di Dio. 140, Dedicazione della Basilica Lateranense ………………………………………………   142, Immacolata Concezione di Maria……………………………………………………..   144, INDICE……………………………………………………………………………………..   146, Ritornelli Salmodici per la Santa Messa anno B, All Hallows’ Eve - Novena per la Solennità di tutti i Santi, Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata, Sinodo Straordinario sulla Famiglia dal 5 al 19 ottobre 2014, Fonti e appunti sul Sinodo sulla Famiglia, DALLA LITURGIA ALLA VITA - COMMENTO AL VANGELO DI MATTEO - ANNO A. La condanna non è comminata da Dio, ma da ciascuno di noi creati liberi di scegliere tra bene e male. Non si tratta solo di nutrirsi di fede in senso spirituale, ma di mangiare in senso materiale, fisico la sua carne e bere il suo sangue. In un detto conclusivo (16,12-13) Gesù riprende questa funzione magistrale dello Spirito, precisando:« Molte cose ho ancora da dirvi, ma al momento non siete capaci di portarne il peso. La quaresima inizia ogni anno proponendoci l’episodio delle tentazioni di Gesù nel deserto, a ricordarci che la nostra fede è messa sempre alla prova nel lungo o breve cammino della vita. Il racconto, presente solo nel vangelo di Matteo, è una specie di parabola; non intende cioè illustrare fotograficamente quello che accadrà. Il brano è diviso in due parti: Inizia con una lode entusiasta di Gesù al Padre per la scoperta gioiosa della volontà divina manifestata nella scelta dei piccoli e dei semplici come candidati alla fede. C’ è perciò Egli è l’agnello che ha tolto il peccato del mondo. Essa propone una visione ottimistica del Regno di Dio sulla terra. E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?