, ed. piaceami, e col mio core / in perenne ragionar sepolto, / alla guardia seder 25Proprio perché l’amore si rinchiude nella vista di un’essenza, non potrà essere che sogno, illusione, fantasia, desiderio incompiuto di qualcosa che non esiste, e dunque dolore. Proprio nella definizione del Primo amore l’Io acquista una centralità nuova, marcata in modo esplicito dalla ricorrenza impressionante e inedita della parola « cor » : mai usata prima, nel lessico dell’opera, con la medesima frequenza e inflessione6, e pari solo all’uso che Leopardi ne farà anni dopo nel Consalvo, o in un altro nevralgico componimento di passaggio come Il risorgimento7. Nell’imposizione del nuovo titolo, d’altra parte, risuonano armoniche precise, dipendenti dalla disposizione che il testo occupa nella scansione del libro. Il primo amore. qual tra le chiomeD’antica selva zefiro scorrendo,Un lungo, incerto mormorar ne prome. Poesia Il primo amore di Giacomo Leopardi: Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi In essi il sentimento del dolore che oscura il piacere è sottolineato dall’iperbato del verso 11, con la messa in rilievo del « travaglio » e del « lamento » che colpiscono il cuore : E non sereno, e non intero e schiettoAnzi pien di travaglio e di lamentoal cor mi discendea tanto diletto. 59           stupidamente per la muta stanza. Diventa sostanzialmente un’avventura della mente, che accarezza un’idea e ne insegue l’irraggiungibile purezza. 73           Anche di gloria amor taceami allora. Logra así L. conjugar continuidad y discontinuidad en un claroscuro cuya clave reside en los matices, es decir, en el modo de expresar y padecer la pasión: trágico para la poetisa griega que corta abruptamente el hilo de su ‘ingenio’ al descubrir el misterio de la infelicidad; melancólico para el moderno lírico que funda en ella -. scritta nel l829. Il racconto del mito e la fondazione della comunità : licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 4.0 International, Catalogue des 552 revues. La partenza della donna è descritta nella sua fisicità più inoppugnabile, attraverso la percezione puntuale di ciò che sta avvenendo. L’ordinamento che egli privilegia prevede al centro del canzoniere, dopo il « romanzo ideologico »2 delle canzoni civili, l’esperienza degli idilli, valutata sempre più, nella stessa autocoscienza teorica di Leopardi, come un momento cruciale e rivoluzionario3. ginocchia e il non riuscire a prender sonno la notte, il digiuno e l’incapacità 27Demolita questa suprema illusione, sopravviverà solo l’infinita vanità del tutto. Solo di questo piacere tutto interiore, consegnato alla custodia dell’immaginazione, Leopardi può appagarsi. Lo scenario che si apre è, ora, il mondo « fantastico » del sogno e dell’interiorità: quell’universo notturno di ansia e di smarrimenti a cui aveva insegnato a guardare l’antropologia alfieriana e foscoliana29. 20La trama del componimento non si arresta, tuttavia, su questa attività solitaria della mente. L'infanzia. 5225  R. Bazlen, Note senza testo, Milano, Adelphi, 1970, p. 115. Esperienza di un soggetto, avventura del suo animo, esso è contemporaneamente la rappresentazione di una contraddizione a cui l’Io resta inchiodato : aperto alla bellezza celeste, non può che disprezzare tutto ciò che di quella bellezza è pallida copia. Il soggetto, ritornato alla veglia, osserva quanto si sta muovendo attorno a lui, teso a custodire, di quell’oggetto che si sta allontanando almeno la « voce », parola-simbolo ripresa ripetutamente, come la reliquia superstite di un bene fuggito : Ver lo balcone al buio protendeaL’orecchio avido e l’occhio indarno apertoLa voce ad ascoltar, se ne doveaDi quelle labbra uscir, ch’ultima fosse;La voce, ch’altro il ciel, ahi, mi togliea. Salvando la memoria di quel primo evento, chi scrive potrà definire procedure ricorrenti, e, al contrario, quando vorrà pronosticare la logica eterna dei propri sentimenti, dovrà « sempre riandare appuntino la prima vera entrata nel mio cuore di questa sovrana passione »19. Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore Sopra l'erbetta tenera sta un pastorello assiso, Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore - Poesie Primo maggio - Poesie.reportonline.it Invia una Poesia Si inizia da Il primo amore ... Leopardi per la grandezza della sua poesia e l’infelicità della sua vita racconta il mondo con i sentimenti. 4 Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, 5 io mirava colei ch’a questo core 6 primiera il […] 12I versi 1-3 evocano i protagonisti che compongono la sceneggiatura dell’intero canto : il ricordo/ la prima volta /l’io, soggetto lirico ed esistenziale dell’avventura. Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Sulla questione cfr. Sul rapporto che unisce e divide i due testi cfr. 4114  G. L., Diario del primo amore, a cura di G. G. Amoretti, Genova, Il Melangolo, 1981, p. 13. Che gli occhi al suol … Continua a leggere → Calvino e il cinema, Verga e le radici malate del Risorgimento. 5932  M. de las Nieves Muñiz Muñiz, op. URL : http://journals.openedition.org/italies/2587 ; DOI : https://doi.org/10.4000/italies.2587. Giacomo Leopardi è considerato una delle più importanti figure della letteratura mondiale, vi proponiamo alcune tra le sue poesie più belle ... come dichiarare il proprio amore a Natale. Informazioni sulla fonte del testo IX. 26La scissione tra ideale e reale, tra sogno e vita, tra illusione e verità, è del tutto avvenuta. Volendo venire a concetti più precisi, Dante e Petrarca hanno proposto due modelli diversi alla poesia italiana. emergono le trepidazioni e delle ansie dell’innamorato: il tremore delle felice e miserando”). y dolorosa introspección- su nueva vena ‘sentimental’ ». Giacomo Leopardi è il primo degli scrittori moderni; forse l'autore più amato in assoluto, soprattutto dai ragazzi: è il poeta del dubbio, dell’adolescenza e dell’infinito, inteso come il piacere di naufragare nel mare della propria interiorità. « [...] io duro come ne’ giorni innanzi, parendomi che il solo mio vero passatempo sia lo scrivere queste righe » (. , a cura di G. G. Amoretti, Genova, Il Melangolo, 1981, p. 13. è fuoco acceso e vivo, porta Leopardi a conclusioni che resteranno costanti Mentre conclude una fase, segnata dalle canzoni civili e dal progressivo spostamento dello sguardo su eroi sconfitti della classicità o sui loro « disperati affetti » (Bruto e Saffo), annuncia contemporaneamente, nella sua definitiva collocazione, la centralità che il soggetto acquista, con sempre maggiore necessità, nello svolgimento della poesia leopardiana. 21La « voce » è l’ultima zattera a cui il soggetto si aggrappa: una voce « cara », da riconoscere e da identificare, tenendola distinta da « plebea » e permettendole di scendere fino al cuore31. Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti, , i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche. / Solo il mio cor piaceami, e col mio core / In un perenne ragionar sepolto, / Alla guardia seder del mio dolore » (vv. ... è il lato autobiografico perché possa annullarsi o risolversi nella memoria fantastica e quindi nel ritmo della poesia. cit., p. XXXII). 1             Tornami a mente il dí che la battaglia. 85           E l’occhio a terra chino o in se raccolto, 86           di riscontrarsi fuggitivo e vago. 83           in un perenne ragionar sepolto. rivolge a lei: egli dialoga con il proprio cuore, cioè con se stesso. 7             Ahi come mal mi governasti, amore! 336  Il lemma compare, senza richiami diretti alla sensibilità soggettiva messa in gioco nel Primo amore, due volte in Sopra il monumento di Dante ; una volta ciascuna nelle Nozze della sorella Paolina e in Alla primavera. 52           E poi che finalmente mi discese, 53           la cara voce al core, e de’ cavai. Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. Attraverso questo gioco di rimandi e di sostituzioni, tra i due componimenti si stende un filo comune, che li serra l’uno all’altro e che sembra contenere, in un interrotto rapporto, anche tutti gli altri testi che tra loro si collocano. 72           queta il silenzio, o il verdeggiar del prato. L’episodio specifico, cui egli rivolge la sua attenzione, è figura di una legge che resterà invariabile. 98           che voglia non m’entrò bassa nel petto. Basta in tal senso l’inizio, con la precisa indicazione della dimensione memoriale in cui è inscritta l’intera rappresentazione : Tornami a mente il dì che la battagliad’amor sentii la prima volta e dissi:Oimé, se quest’è amor com’ei travaglia. L’intera composizione lo assume, così, come punto di riferimento e di drammatizzazione. alla solitudine, unica dimensione in cui l’illusione può prendere corpo e Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch’a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. 50           il dubitoso orecchio, e un gel mi prese. Inevitabile il rinvio agli studi di E. Raimondi. Voir la notice dans le catalogue OpenEdition, Plan du site – Crédits du site – Mentions légales – Flux de syndication, Nous adhérons à OpenEdition Journals – Édité avec Lodel – Accès réservé, Vous allez être redirigé vers OpenEdition Search. 97           Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro. Abrams, Lo specchio e la lampada, Bologna, Il Mulino, 1976. Nel racconto della prima e inaugurale avventura d’amore irrompe, secondo uno schema che proprio negli idilli troverà la propria legittimazione, la vicenda interiore del soggetto, innalzata a misura esemplare della propria intera storia e, insieme, di quella del genere umano. Anche da questo punto di vista il Primo amore guarda ai componimenti successivi. Italies - Littérature Civilisation Société, La plume et le crayon. bella imago, 102         da cui, se non celeste, Il corpo materiale è sostituito dal profilo di un fantasma, che attraversa gli spazi come un’allucinazione, suscitando « instabili, confusi // pensieri » : pensieri mescolati, mutevoli, inafferrabili, resi più spezzati dall’enjambement che separa l’aggettivo dal nome. 281  Sulla questione cfr. 24           rotto e deliro il sonno venia manco. 11Come si vede anche da questo assai sommario profilo, l’attenzione si arresta sul meccanismo generativo dell’immagine d’amore, abbandonando lo schema evolutivo seguito nel Diario. Nel caso del Diario, registrando le fasi e lo svolgersi della propria complicata iniziazione, il poeta affida a questo lento e implacabile lavoro di autoanalisi il compito di illuminare il processo che si è avviato e in cui egli si muove, contemporaneamente, da vittima e da spettatore. La ricerca dell’oggetto amato diventa sempre più implacabilmente, nella ricostruzione leopardiana, la caccia a un’astrazione. L’amore per Leopardi non coincide mai … La natura, si dirà nel Risorgimento, « non del ben sollecita // fu, ma dell’esser solo ». / Deh quanto, in verità, vani siam nui ! Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. amata l’amore è assoluto, totale, incondizionato, è il naufragio nell’infinito; Il tema del canto è, dunque, la ricostruzione di un avvenimento rivissuto nel ricordo (Tornami a mente) ; esso ripete e rinnova la prima volta di un soggetto di fronte al mistero di un sentimento ambiguo, che produce stati diversi e che si fissa nell’immagine di un corpo-fantasma: quello della donna desiderata, che rivive attraverso pezzi della sua identità (la voce, l’immagine « pinta » nel cuore). L’« orecchio avido » e l’« occhio indarno aperto » diventano, così, gli attori dominanti di questo rinnovato scenario. Représentations de l’anti-Risorgimento de 1815 à nos jours, Les mouvements migratoires entre réalité et représentation, Poeti d'oggi/Poètes italiens d'aujourd'hui, Variation autour des idées de patrie, Etat, nation, Italie et Etats-Unis - Interférences culturelles, Voyager à la découverte de l'identité et/ou de l'altérité, Portail de ressources électroniques en sciences humaines et sociales, « Quell’altro mondo che era il mondo ». Nella poesia Odisseo a Telemaco del 1972 di Iosif Brodskij abbiamo il primo esempio di una poesia che abita la distanza inabitabile e inarrivabile. / Deh come mai da me sì vario fui, / E tanto amor mi tolse un altro amore ? 4Il fantasma della donna, o, più precisamente, la donna che diventa fantasma, sogno, realtà separata e impalpabile della mente, è, in definitiva, anche l’argomento del Primo amore. Se un mezzo è concesso per controllare le proprie inquietudini, questo non sarà che la scrittura22. L’opera "Il primo amore", che è una canzone, occupa una posizione cruciale nel sistema dei Canti.Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. 3Dopo averlo composto, nelle linee essenziali, tra il 14 e il 16 dicembre 1817, Leopardi sceglie, perciò, secondo tale strategia, di posporre Ilprimo amore a testi nati successivamente e di assegnarlo in una zona di raccordo. 78           vano ogni altro desir creduto avea. 13Dal verso 4 comincia l’esposizione analitica di quell’espe-rienza : Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissiIo mirava colei ch’a questo corePrimiera il varco ed innocente aprissi. 51           e il core in forse a palpitar si mosse! 84           alla guardia seder del mio dolore. Canti (Leopardi - Donati)/X. petto, / ch’arsi di foco intaminato e puro”). , a cura di F. Gavazzeni e M.M. Tornami a mente il dì che la battaglia d'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! 76-84). 74-79), Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (. 33           un lungo, incerto mormorar ne prome. comunicare con gli altri, che sono visti sempre inseriti nel mondo “reale”, L’adozione della terzina, unica nella tessitura dei Canti, è testimonianza del deciso connettersi a una tradizione (quella appunto del sogno/visione, che ha naturalmente in Dante, in Petrarca e nel più vicino Monti sicuri punti di riferimento24), di cui riprende le formule sostanziali. 64           E lunga doglia il sen mi ricercava, 65           com’è quando a distesa Olimpo piove. 18           tutto queto parea nell’emisfero: 19           tu inquieto, e felice e miserando. alle tenebre / sorgea la dolce imago ...”). #leopardi #poesia leopardi #giacomo leopardi #poesia #il primo amore #amore #dolore #dolce affetto. Si veda ancora : « il guardare o pensare ad altro aspetto [.....] mi par che m’intorbidi e imbruttisca la vaghezza dell’idea che ho in mente, di maniera che lo schivo a tutto potere » (p.15) e, perentoriamente, « io non posso vedere bellezze umane reali » (p. 16). C’è il modello della parola materica e mimetica, e il … Poesia di Giacomo Leopardi - Il primo amore Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! L’opzione per lo strumento discorsivo della prosa è del tutto funzionale a dare « isfogo » a un cuore « molle e tenero »15, e, contemporaneamente, permette di indagare le reazioni del soggetto, i suoi atteggiamenti di fronte all’assalto che egli sta subendo. la voce, ch’altro il cielo, ahi, mi togliea. 14L’atto del « mirare » genera il problema su cui il canto ruota e che coinvolge le proprietà dell’innamoramento: stato per eccellenza perturbante, mescolanza di « dolce affetto » con « tanto desio » e « tanto dolore ». D. De Robertis afferma decisamente che « gli Idilli sono il punto di crisi dei, « è adibita a fare da cuscinetto » « tra le esperienze omogenee e in sé concluse della stagione delle canzoni e quella degli idilli ». Il canto della scoperta e, insieme, della perdita dell’oggetto desiderato introduce a una dialettica destinata a diventare permanente e a imporsi come una di quelle leggi definitive, idonee a fondare « la scienza dell’animo umano » : una « scienza » che, per poter diventare vigente, deve saper rapportare « gl’infiniti fenomeni che sembrano anomalie [...] a principi universali o poco lontani da essi »5. L’incontro con la cugina Gertrude Cassi-Lazzari, l’evento biografico che è il dato da cui muove la poesia, diventa, così, l’oggetto di una riflessione indispensabile, che sottrae dal fatto ogni parvenza di cronaca e lo trasforma in un’avventura esistenziale. La consapevolezza Proprio il « cor », infatti, diventa teatro di emozioni sconosciute, ma è anche il responsabile dei trasalimenti dell’anima intera. esserle detto nei termini contraddittori in cui è vissuto: verso la persona Allorché commenta Alla sua donna, l’autore stesso ne indica il contenuto principale nella contemplazione di « una di quelle immagini, uno di quei fantasmi di bellezza e di virtù celeste e ineffabile, che ci occorrono spesso alla fantasia, nel sonno e nella veglia, quando siamo poco più che fanciulli, e poi qualche rara volta nel sonno, o in una quasi alienazione di mente, quando siamo giovani. Giacomo Leopardi in archivio dal 28 mag 2001. Ogni storia d’amore, in qualunque momento essa possa ripresentarsi, non potrà che essere uno spasimo mai perfettamente annullato: un « pensiero dominante », lo chiamerà successivamente, una forza che sconvolge la vita interiore senza offrire nessuna pacificazione. 19Né il sonno, unico modo per tacitare l’energia del desiderio28, interviene a dar tregua. 16Nella rappresentazione di un’inquietudine così precisamente delineata il « cuore » diventa naturalmente il soggetto principale. Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 – Napoli, 1837) ha posto molto spesso come tematica centrale della sua poesia l’ amore. riflessione razionale, che però non cancella, ma anzi esalta, la passione Essi reintroducono alle sensazioni che vengono dall’esterno e le annotano puntigliosamente, come segni della cronaca che sta scompigliando il soliloquio dell’anima. 37           Il cuocer non piú tosto io mi sentia, 38           della vampa d’amor, che il venticello. Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Solo il mio cor piaceami, e col mio core,In un perenne ragionar sepolto,Alla guardia seder del mio dolore. soprattutto D. De Robertis (Il sistema della poesia, in G.L., Canti, a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. Maggiori informazioni sull'abbonamento a Scribd. G.L., Tutte le opere, a cura di W. Binni ed E. Ghidetti, I vol., Firenze, Sansoni, 1993, p. 57). Rendo omaggio alla sua arte ripubblicando, debitamente rivisto, un mio testo apparso sul "Primo amore" il 17 marzo 2017 e scritto nella più pericolosa città del Brasile. Anche per questo sarà l’ultima a morire nella sua poetica. palpitando nel letto e, chiusi gli occhi. Ciò che permane, quando la fonte dell’innamoramento si allontana, è un’aspirazione di bellezza che non coincide con nessuna forma empirica. 42           battean la zampa sotto al patrio ostello. lei m’appago. qual tra le chiome. Qui alberga il pessimismo profondo 21           ad ogni or fortemente palpitando. 5124  Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. 36           quella per che penando ivi e battendo? L. Blasucci, op. 76-84). In modo diverso dalla logica seguita dalle pagine in prosa, esso si attesta, piuttosto, sulla scoperta della natura dolorosa dell’intera vicenda d’amore, senza seguirla nel percorso stesso di genesi e di epilogo che caratterizza il Diario. 6             primiera il varco ed innocente aprissi. Giacomo Leopardi, Il primo amore . cit., pp. Sulla base di questa successione di temi, che implica anche una transizione da una prospettiva poetica a un’altra, l’autore articola l’intera macchina dell’opera, distribuendo accortamente la sede di ciascun componimento e il ruolo che a questo compete nell’impianto generale. I canti fiorentini di Leopardi, ossia le poesie Il pensiero dominante, Amore e morte e A se stesso, furono composti durante il soggiorno del poeta a Firenze fra il 1831 e il 1833. 6134 Operette morali, a cura di C. Galimberti, Napoli, Guida, 1988, p. 219. 22           E dove io tristo ed affannato e stanco, 23           gli occhi al sonno chiudea, come per febre. Essi occupano il centro della rappresentazione e diventano, per chi li sta provando, i « padroni » assoluti dell’intera coscienza, arrivando a « incorporarsi » con la mente stessa e a invadere implacabilmente gli spazi indifesi del sonno e del sogno. Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (A Silvia, Il sogno), ma si tratta di amore che del mio dolore”. Mentre, dunque, sigilla e archivia il ciclo delle canzoni, introduce, nella sequenza stessa dei componimenti, alla via degli idilli. E mentre io taccio, e mentre io non contendo. Home La condizione in cui quello vive è scandita da una triplicatio (Tu inquieto, e felice, e miserando), cui si contrappone, in antitesi, una nuova triplicatio, che ha per riferimento l’altra dramatis persona (io tristo ed affannato e stanco). L’amore non è detto all’amata, perché non potrebbe mai Home Page > Percorso testuale > Poesie > Il primo amore. M. de las Nieves Muñiz Muñiz ritiene, a sua volta, che «, justifica [...] plenamente su presencia en los. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch'a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. Il primo amore Giacomo Leopardi. 5629  Inevitabile il rinvio agli studi di E. Raimondi, Le pietre del sogno, Bologna, Il Mulino, 1985. La soluzione di Leopardi, per il quale elegia è sinonimo di metro e coincide, per i contenuti, con la natura intrinseca della lirica tout court11, sacrifica il predicato tecnico a favore della qualità propria che ai singoli testi è concessa dal nome simbolico e indeterminato di Canti. Ricordo di un’esperienza, perciò, vissuta come alterazione e turbamento, piuttosto che cronaca analitica di una passione. 61           Amarissima allor la ricordanza, 62           locommisi nel petto, e mi serrava. , p. 12). inconsapevolmente illusi o consapevolmente tristi. 12           al cor mi discendea tanto diletto? poesia che scrive all’interno di quella esperienza è cronologicamente la prima 100         Vive quel foco ancor, vive 1-3 : esposizione dell’argomento: ricordo della prima « battaglia d’amor » ;vv. D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. / Deh come mai da me sì vario fui, / E tanto amor mi tolse un altro amore ? 81           Deh quanto, in verità, vani siam nui! La forma globale dei Canti si articola, come si sa, secondo i principi di una raccolta organica, ordinata secondo una precisa architettura disposta dall’autore, che coordina intenzionalmente l’equilibrio generale dell’intero volume1. Matteo Palumbo, « Il primo amore di Giacomo Leopardi : donna reale, donna sognata », Italies [En ligne], 3 | 1999, mis en ligne le 27 mars 2010, consulté le 05 janvier 2021. La funzione che Leopardi affida alle pagine che egli stende, giorno dopo giorno, nell’arco di un’esperienza descritta nei tempi canonici di nascita, crescita e morte, è appunto – come egli annuncia nel Diario – quella di « speculare minutamente le viscere dell’amore »14, offrendone una fenomenologia puntigliosa e implacabile. d’amore. Calvino, l’écriture, le dessin, l’image, L’envers du Risorgimento. 8             Perché seco dovea sí dolce affetto. 347  Su questo canto vedi M. Santagata, Il risorgimento di Leopardi, in Il tramonto della luna. Oggi – 10 dicembre 2020 – è anche il centenario della nascita della più pericolosa narratrice sudamericana: Clarice Lispector. Lingua; Segui; Modifica < Canti (Leopardi - Donati) Questo testo è stato riletto e controllato. 24D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento.