Al termine della vita sarà Dio stesso a giudicare come ci siamo comportati. Community Si può lucrare una sola volta ed è applicabile solo ai defunti. Nell'ultima cornice si trovano i lussuriosi, che camminano nel fuoco, tradizionale simbolo di amore e lussuria; sono divisi in due schiere, a seconda che abbiano peccato di amore secondo natura o di amore contro natura (sodomia): quando le due schiere si incontrano, i penitenti si scambiano un casto bacio sulla rapidità del quale Dante pone particolarmente l'accento. La fine della vita temporale ci apre a una vita immortale, senza fine, con una duplice soluzione: salvezza o perdizione eterna. Il Purgatorio è formato da una montagna a sette cerchi dove si espiano i setti peccati capitali: orgoglio, invidia, collera, pigrizia, avarizia, gola, lussuria. Dio è sempre disponibile ad assolvere le nostre colpe perché vuole che viviamo costantemente in sintonia di amore con Lui e con i fratelli. Sovente la morte per chi soffre è una liberazione; per tante persone occorre più coraggio per vivere che per morire. Consistono nella remissione della pena temporale dovuta al peccato. In uno dei canoni scomunica "chi ritiene che il peccatore pentito, non abbia alcun debito di pena temporale da scontare o in questa vita o in quella futura in Purgatorio, prima che gli siano aperte le porte del regno dei cieli". Esiste, si trova a Roma e raccoglie documenti e cimeli trovati in giro per l’Europa che comproverebbero l’esistenza del Purgatorio. L’indulgenza più nota è legata alla commemorazione di tutti i defunti, il 2 novembre, mediante: visite alle tombe, celebrazione Eucaristica al cimitero, visita a una Chiesa. Ma chi potrà presentarsi sicuro davanti a Lui che scruta l’intimo dell’anima: pensieri, parole, desideri, intenzioni? Nulla e nessuno può sfuggire alla sua sentenza: ogni pensiero, ogni parola, ogni azione è segnata nel libro della vita in attesa della sentenza. "Voglio vedere Dio", diceva S. Caterina , "ma per vederlo devo morire". Tuttavia, poiché in questa cosa Leggi tutto… Lo stesso scettico Montaigne diceva: "Non temo la morte, mi spaventa quello che accadrà dopo". "Comportati sempre come desideri trovarti in punto di morte; se avrai una coscienza retta non avrai mai paura della morte". Lo sviluppo storico di questa dottrin. L’esistenza del Purgatorio, tra l’altro, attesta a noi cristiani, ciò che professiamo nel Credo, quando diciamo di aderire alla Comunione dei Santi, che unisce il cielo alla terra, in un sol Corpo Mistico, quello del Cristo redentore del mondo. La sua realtà scaturisce dalla stessa giustizia infinita di Dio, che non può premiare chi ha ancora da riparare il male commesso, né castigare chi, pentito, è morto affidandosi alla misericordia del Signore. Tra le preghiere tanto raccomandate dalla Madonna, la recita del Rosario, con l’aggiunta dopo il Gloria, di una invocazione per i defunti: "L’eterno riposo dona a loro, o Signore, splenda ad essi la luce perpetua, riposino in pace". Grande cantore del Purgatorio è stato il nostro massimo poeta Dante Alighieri. Il Paradiso per il quale siamo stati creati esige la perfezione, la santità: "Io sono il Signore vostro Dio, comportatevi come persone sante perché io sono santo". In Roman Catholicism, purgatory (from the Latin purgare, "to cleanse") is the place or state after death where those who have died in a state of grace but not free from imperfection expiate their remaining sins before entering the visible presence of God and the saints; the … La paura della morte è naturale e razionale perché l’uomo è stato creato per la vita. Dio è Padre e la sua misericordia ci segue oltre la vita. Il più grande desiderio dell’uomo è vincere la morte, che trova la risposta certa in Gesù morto e risorto, salito al cielo per preparare un posto per ciascuno di noi. La Chiesa ha sempre creduto nell’esistenza del Purgatorio. "Le anime dei giusti", dice il Signore, "sono al sicuro nelle mani di Dio, nessun tormento li colpirà più… Dio li ha corretti con mano leggera, per dar loro una grande ricompensa… li ha purificati dalle scorie come si fa con l’oro, e li ha accolti come sacrificio". Gli exempla anche in questo caso sono pronunciati dalle anime stesse, e sono: Espiano qui: Papa Adriano V, Ugo Capeto e Publio Papinio Stazio. Una tomba di marmo pregiato, una cassa di legno prezioso, un funerale sfarzoso con decine di corone di fiori, sono il più delle volte spreco inutile di denaro che avrebbe potuto essere devoluto a opere di grande valore sociale-caritativo verso i poveri, di cui il defunto avrebbe goduto un grande beneficio. "Tutti noi", dice S. Paolo, "compariremo davanti al tribunale di Cristo per essere giudicati da Lui. Tra questi i nostri parenti, amici, benefattori, tante persone con le quali abbiamo condiviso sofferenze e gioie durante il cammino terreno. Scopriamo come sia difficile lottare contro il male, per la stessa nostra natura ferita dal peccato originale. Gli exempla della seconda cornice sono gridati da voci aeree, conformemente al fatto che le anime hanno gli occhi cuciti, e sono: Espiano qui: Sapia, Guido del Duca e Rinieri da Calboli. Superato il muro di fiamme, Dante e Virgilio incontrano un altro angelo, che invita i poeti a salire cantando Venite, benedicti patris mei: egli sta a guardia del Paradiso terrestre, ove giungono le anime che hanno compiuto l'espiazione dei loro peccati. Ci dona grande consolazione la certezza che ogni colpa commessa, se pentiti, viene prontamente perdonata, cancellata. Il Purgatorio non è un luogo, ma un modo di vivere, voluto da Dio, per la purificazione e per la salvezza di quanti hanno residui di colpa da espiare. L’autorità dei due Concilii Ecumenici, viene richiamata dal Vaticano II che dice: "La fede dei nostri padri circa l’unione con i fratelli, che sono nella gloria celeste o che ancora dopo la morte stanno purificandosi, questo Concilio riceve con grande pietà e nuovamente propone i decreti di quei sacri Concilii" (Lumen Gentium 51). Gli exempla sono qui gridati dagli alberi attorno a cui i golosi si accalcano, senza riuscire a coglierne i frutti; sono: Espiano qui: Forese Donati, Bonagiunta Orbicciani, Martino IV, Ubaldino degli Ubaldini, Bonifazio Fieschi e Marchese degli Argugliosi. Essi cantano il salmo CXIX. - Articolo tratto dalla rivista Medjugorje Torino. Prove dell’esistenza del Purgatorio, il museo del ‘Sacro Cuore di Gesù in Prati’ Laddove si erge oggi la chiesa del ‘Sacro Cuore di Gesù in Prati’, fino al 1897 c’era la Cappella dedicata a Nostra Signora del Rosario gestita dai missionari dell’Ordine del Sacro Cuore. I vegetali e gli animali non provano questo timore perché non sanno di dover morire. Giudice potentissimo nell’applicare il suo verdetto, premiando o castigando. Nel corso della storia molti hanno scritto sul Purgatorio, il luogo dove si trova, la sua durata, le pene a cui sono sottoposte le anime…. IL PURGATORIO ESISTE Prima di addentrarci in questa particolare dimensione della Vita eterna, è fondamentale una precisazione: il Purgatorio, con buona pace dei negazionisti, esiste. Vittime sovente sono i buoni, gli innocenti che non hanno voce e potere per difendersi. Sulla terza cornice espiano le anime degli iracondi, che camminano in un denso fumo, simbolo dell'ira che acceca e offusca le capacità intellettuali; essi cantano l'Agnus Dei. A guardia della cornice sta l'Angelo della misericordia, che canta la beatitudine Beati misericordes e «Godi tu che vinci». ma troppo utili per essere condannati all'inferno. Si trovano come un carcerato che, pur sicuro di riconquistare la libertà, è costretto a rimanerne privo; come un ammalato che sta recuperando lentamente la salute. Qui si soffermano prima sulla spiaggia, custodita da Catone, figura nobile e austera simbolo di libertà e, quindi, del libero arbitrio, necessaria per la caduta del peccato e per la sua espiazione. Sulla scia di Lutero nascono così altri movimenti riformistici come quello di Giovanni Calvino che ha in comune con la dottrina di Lutero alcuni punti tra cui la negazione Inoltre cantano il Summae Deus clementiae. Quanto bene avremmo potuto compiere, per arricchire la nostra vita, quanta carità esercitare con poche rinunce, aumentando i nostri meriti per l’eternità! In tutte le grandi religioni e nelle varie culture, si è sempre creduto in un luogo di purificazione dove i morti possano espiare il male commesso durante la vita. Un giudice sapientissimo, che non può errare, scruta e giudica non solo le azioni, ma anche le intenzioni che guidano le nostre scelte. In realtà la morte è l’inizio di una nuova vita, è il vero "dies natalis", la nascita a una esistenza che non avrà più fine. Ogni colpa, anche dopo il perdono, lascia un debito da riparare per il male commesso. Il Purgatorio non è un dogma evangelico ma un invenzione umana e semplicemente non esiste. Credere nel Purgatorio significa accettare con fede le decisioni conciliari. Le tre condizioni richieste sono: Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, ave, gloria). Queste anime sanno che non saranno più soggette a tentazioni, che nessun peccato potrà più privarle della vita beata verso cui sono incamminate. La morte è la verità più sicura per ogni uomo, sia egli piccolo o grande, dotto o ignorante, ricco o povero. Pregare per le anime del Purgatorio è molto importante. Siamo chiamati tutti alla salvezza, Dio offre a ciascuno la possibilità di conseguirla, ma essa dipende dalla nostra rispondenza: "Se vuoi entrare nel regno della vita, osserva i miei comandamenti" (Mt 19,17). La cornice è custodita dall'Angelo dell'umiltà, che canta la beatitudine Beati pauperes spiritu, "Beati i poveri di spirito". La pena più grande è l’attesa, la separazione dell’incontro con Dio, creatore di tutto e di tutti; con Gesù che ci ha ricolmati di grazie durante tutta la vita; con Maria Santissima nostra avvocata. La morte non spezza i legami che abbiamo con i defunti. Le tre Chiese: peregrinante, purificante, trionfante, rimangono strettamente unite come vasi comunicanti: i beni di una si riversano sulle altre. In Paradiso noi creature finite non esauriremo mai l’infinito, bene supremo al quale saremo inseparabilmente uniti. In cielo avranno la pienezza di ogni bene con esclusione di ogni male e questo per sempre: un godimento senza fine. L’aiuto più efficace è la S. Messa, la Comunione fatta in suffragio dei defunti. i passi biblici che confermano l'esistenza del purgatorio GIOBBE 1: 5; Quando i giorni della festa terminavano, Giobbe li faceva venire per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva un olocausto per ciascuno di essi, perché diceva: «Può darsi che i miei figli abbiano peccato e … San Paolo assicura: "E’ volontà di Dio che tutti gli uomini giungano alla salvezza". "Per gli eletti non più morte, né lutto, né gemiti, né grida, né dolore" assicura S. Giovanni (Ap 20,4). Gli exempla della prima cornice sono scolpiti nel marmo, ma con un'arte divina che li fa parere scene viventi (a tal punto che Dante crede anche di udirne le voci). "Vi dico, avverte Gesù, come nel giorno del giudizio, tutti dovranno render conto anche di ogni parola inutile che hanno detto". Il peso che le anime sono costrette a portare corrisponde all'alterigia della loro condotta: ora si trovano chini nello sforzo di sostenerlo, mentre in vita stavano diritti a testa alta; partecipa al contrappasso anche la recita della preghiera, che presuppone umiltà nel supplicare Dio perché abbia misericordia (anche se omettono la parte che richiede di non essere indotti in tentazione, dal momento che tale rischio non li riguarda più). Per Gesù la morte è principio di salvezza, inizio di vita nuova, di appartenenza al regno dei cieli: "Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me non morirà in eterno" (Gv 11,25). "La anime dei giusti", dice il Signore, "sono al sicuro nelle mani di Dio, nessun tormento li colpirà più… Dio li ha corretti con mano leggera, per dar loro una grande ricompensa… li ha purificati dalle scorie come si fa con l’oro, e li ha accolti come sacrificio". Per questo la liturgia esequiale è una celebrazione pasquale: un momento in cui i fedeli, mentre pregano per il defunto, affidandolo alla misericordia di Dio, ravvivano la propria fede e speranza in Cristo che tutti attende nel suo regno di amore. Emilio Pasquini e Antonio Quaglio, Garzanti, Milano 1982-2004. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché anche voi siate dove sono io" (Gv 14,2-4). Ogni aspirazione, ogni desiderio lungamente coltivato sarà pienamente esaudito, anzi sorpasserà ogni attesa. Scrive: "Non si può negare che le anime dei defunti possono essere aiutate dalla pietà dei loro cari ancora in vita, quando è offerto per loro il sacrificio del Mediatore (qui sant'Agostino sta parlando del sacrificio della Santa Messa), oppure mediante elemosine" (De fide, spe, et caritate). Anche se la meta è ancora lontana, sono sicure di poterla raggiungere. Gli exempla della terza cornice compaiono in visioni estatiche, e sono: Sulla quarta cornice espiano le anime degli accidiosi, che corrono senza tregua, per contrasto alla pigrizia nell'amore per i beni spirituali. Con queste differenze: mentre noi possiamo invocare e ottenere l’aiuto dei beati in cielo, questi sicuramente intercedono per noi, particolarmente i nostri patroni, parenti, amici, persone alle quali abbiamo fatto del bene. XVI CANTO DEL PURGATORIO PENA: Gli iracondi sono costretti a vagare in una fitta nebbia di fumo che non permette di vedere. Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. La preghiera: un mezzo sempre efficace, alla portata di tutti, tanto più efficace quando non chiediamo aiuti e beni per noi, ma perdono e salvezza per le anime dei nostri cari. Il dogma del Purgatorio ha avuto una prima definizione dogmatica nel Concilio Ecumenico Niceno II, in quello Ecumenico Fiorentino che precisa: "Definiamo che le anime dei veri penitenti, morti nell’amore di Dio, prima di avere soddisfatto, con degni frutti di penitenza, ciò che hanno commesso od omesso, sono purificate dopo la morte con le pene del Purgatorio e che riceveranno un sollievo da queste pene, mediante i suffragi dei fedeli viventi, come il sacrificio della Messa, le preghiere, le elemosine, le altre pratiche di pietà, che i fedeli sono soliti offrire per i defunti". Per quanti fossero morti con colpe veniali o residui di pena da espiare, Gesù offre un periodo di espiazione e purificazione nel Purgatorio. Certe affermazioni e pitture di anime immerse in un mare di fuoco, continuamente tormentate con sadica crudeltà, sono senz’altro contrari alla verità. Queste posizioni sul Purgatorio sono state sostenute dai sacri concili di Firenze, del 1439, e di Trento, del 1563, ma sono anche corroborate dalle testimonianze di decine di persone che parlano dell'esistenza di anime che cercano la piena comunione con Dio. Una sofferenza accettata con coraggio, come il malato che si sottopone a una terapia dolorosa per essere guarito. L'esistenza del Purgatorio ha avuto una prima definizione dogmatica nel Concilio Ecumenico Niceno II, e in quello Ecumenico Fiorentino che precisa: "Definiamo che le anime dei veri penitenti, morti nell’amore di Dio, prima di avere soddisfatto, con degni frutti di penitenza, ciò che hanno commesso od omesso, sono purificate dopo la morte con le pene del Purgatorio e che riceveranno un sollievo da queste pene, mediante i suffragi dei fedeli viventi, come il sacrificio della Messa, le preghiere, le elemosine, le altre pratiche di pietà, che i fedeli sono soliti offrire per i defunti". Il giudizio divino, nell’istante della morte, avrà una triplice sentenza: condanna definitiva per chi avesse rifiutato fino all’ultimo momento il perdono e la salvezza che Dio offre a tutti; il Paradiso a chi avrà osservato costantemente la sua legge. Nei Vangeli non c’è traccia... La mia è una domanda semplice semplice ma il dubbio mi stuzzicava da un po’. Insieme al dolore purificatore, proporzionato nell’intensità e nella durata alle colpe da espiare, le anime nel Purgatorio godono una gioia inesprimibile, dovuta ad alcune realtà di cui solo esse possono rendersi conto. Il custode della cornice è l'Angelo della mansuetudine, che canta la beatitudine Beati pacifici. La chiesa poi sorgerà a Lungotevere Prati. Questo sito è nato per far conoscere l'esistenza del Purgatorio e delle pene che soffrono le anime che sostano al suo interno. Nel quale si contiene una utile et catholica dimostratione et dechiaratione del purgatorio (Genova 1551) il cui estensore finale fu il confessore della santa, il sacerdote Cattaneo Marabotto. 1,4-6). D'Arco S. Avalle, "L'età dell'oro", in "Dal mito alla letteratura e ritorno", Milano, Il Saggiatore, 1990. Sovente si cercava di trattenere quanti erano in condizioni disastrose per i patimenti e la denutrizione, per metterli in condizioni di continuare il viaggio. La Chiesa, madre tenerissima, ci propone anche altri mezzi per suffragare le anime del Purgatorio; le più note sono le "indulgenze". "Si sta molto meglio in Purgatorio che sulla terra" scrive S. Bernardino da Siena. La Chiesa ha sempre creduto nell’esistenza del Purgatorio. "Colui che ti ha creato senza di te, afferma S. Agostino, non ti può salvare senza di te". Allora ciascuno riceverà quello che gli è dovuto, secondo il bene o il male che avrà fatto nella vita". Le cornici del Purgatorio di Dante secondo Domenico di Michelino (1465) Dante Alighieri, nel Purgatorio, seconda cantica della Divina Commedia, descrive la visione del proprio viaggio nell'oltretomba: il Purgatorio è diviso in cornici, che sono significativamente sette, sulla scorta del Moralia in Job di Gregorio Magno. Da sempre la Chiesa accompagna i defunti, dopo la morte, con particolari riti e preghiere: dalla benedizione della salma, alla Messa esequiale, alle preghiere mentre scende nella tomba. Purgatorio Francesco Gungui ecco la copertina e la descrizione del libro libri.tel è un motore di ricerca gratuito di ebook (epub, mobi, pdf) Libri.cx è un blog per lettori, appassionati di libri. Infine superano la porta del Purgatorio, custodita dall'Angelo portinaio con le due chiavi e iniziano la salita della montagna. Inoltre "prescrive ai vescovi di vigilare con zelo perché la sana dottrina sul Purgatorio, trasmessa dai santi Padri e dai Concilii sia creduta, conservata, insegnata, predicata ovunque". La sofferenza purificatrice è dovuta anche al ricordo del male compiuto, al rimorso per le colpe veniali, i doveri trascurati, le mancanze di pazienza, di carità commesse con tanta facilità… Un rimorso tanto più cocente quanto maggiore era la possibilità di fare del bene. Il termine Purgatorio (dal latino: purgatorium, da purgare, "epurare") ha assunto anche una vasta gamma di significati storici e moderni relativi a sofferenze postmortem minori in comparazioni alla dannazione eterna. Per questo il credente può esclamare con S. Paolo: "Desidero essere liberato da questo corpo per vivere con Cristo" (Fil 1,23). Le giaculatorie sono brevi invocazioni di fede a Dio, a Gesù Cristo, alla Madonna, ai Santi, per lodare, ringraziare, invocare il loro aiuto per noi o per i nostri cari vivi e defunti.