La leggenda dice che fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo; le autorità di allora, la misero in una botte chiodata e la fecero rotolare per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. Il campanile paleocristiano a base irregolarmente rotondeggiante e cima rotonda non fu mai demolito e oggi si può ancora ammirare all'interno dell'altro che gli fu costruito attorno. … La facciata termina con un frontone classico triangolare. Nella parte posteriore del chiostro, quasi addossata all'edificio principale, è posta la porta della Pietà, con un arco conopiale fiancheggiato su entrambi i lati da alti pinnacoli lavorati con grande maestria. Segue la cappella di San José Oriol, con altare modernista e mausoleo del cardinale Salvador Casañas i Pagès (morto nel 1908), opera dello scultore Josep Llimona; quella di San Pancrazio e San Rocco, con un notevole retablo policromo barocco (XVIII secolo); quella di San Raimondo di Peñafort, contenente la tomba del religioso Domenicano[2] con scultura del santo e sarcofago (XIV secolo); la cappella di San Paolo il cui retablo (1902) è attribuito a Domènec Talarn; la cappella di Nostra Signora del Pilar con retablo barocco (XVII secolo) e il mausoleo dell'arcivescovo Gregorio Modrego Casaus, dello scultore Frederic Marès (1972); la cappella di San Paciano e San Francesco Saverio, con retablo barocco (1688-1689) da Joan Roig, con policromía di Joan Moxí, che rappresenta l'Ultima Cena, e varie scene della vita di San Paciano e altri santi e ai piedi del retablo un busto con San Francesco Saverio (1687), realizzato da Andreu Sala. Nel 1991 iniziarono gli scavi archeologici che scoprirono i resti della Basilica paleocristiana e altomedievale sotto la cattedrale romanica. Dall'altro lato della navata, tra il transetto e la Cappella dei Santi Innocenti, i sepolcri con sculture di Frederic Marès, con i resti, in un'urna, di Alfonso III di Aragona e di Giacomo I di Urgell, e Federico, figli di Alfonso IV di Aragona e, nell'altra i resti di Costanza di Sicilia, moglie di Pietro III d'Aragona, María di Cipro, sposa di Giacomo il Giusto, Sibilla di Fortiá, quarta moglie di Pietro IV d'Aragona e Eleonora d'Aragona e di Foix (1333 - 1416), figlia di Pietro IV di Ribagorza e seconda moglie di Pietro I di Cipro, re di Cipro e Gerusalemme. La cripta ospita il sepolcro di Giovanni Acquaderni, fondatore (assieme a Mario Fani) della Società della Gioventù Cattolica Italiana, poi diventata Azione Cattolica Italiana. Oggi si possono ammirare solo uno dei telamoni con la colonna tortile nella cappella settecentesca del battistero all'interno della cattedrale e i due leoni utilizzati come acquasantiere. Tant'è che spesso "la nonna" viene lasciata puntellata con la bocca verso l'alto al termine dei doppi, e solo raramente si effettuano "scappate" e "calate" con tutte e quattro le campane, che richiedono una squadra di ben ventitré campanari. Per questo motivo mantenne lo stesso asse della chiesa romanica. Furono aggiunti oltre i 40 m, tre vani il più alto dei quali, illuminato da una quadrifora per lato, costituisce la cella campanaria. Le più antiche (XIV secolo) sono nella parte dell'abside al lato della porta di Sant'Ivo, mentre quelle del chiostro, che ai quattro lati presentano i simboli degli Evangelisti, sono successive (XV secolo). Nel triforio ai piedi del tempio, sono collocate vetrate moderne (XX secolo) che rappresentano vari santi venerati a Barcellona. Coordinate: 44°29′45″N 11°20′35″E / 44.495833°N 11.343056°E44.495833; 11.343056. La cattedrale di Notre-Dame di Parigi è il principale luogo di culto cattolico della Capitale francese. In ogni lato rilievi in marmo forse dell'antica cattedrale romanica. Andrés Escuder, nominato il 1 marzo 1442 e fino al 1463, terminò il chiostro e praticamente la struttura totale dell'edificio. Trasformata nel mausoleo (1676) del vescovo di Barcellona, San Olegario, contiene la sua sepoltura barocca, opera degli scultori Francesc Grau e Domènec Rovira el Joven, e, sul sepolcro, la statua del santo (1406) eseguita da Pere ça Anglada. Nell'altra torre stanno dieci campane, dai nomi femminili, che suonano le ore ecclesiastiche. Dai lati dell'altare si entra, poi, nello spogliatoio, al centro del quale si trovano i resti di San Rufo de Avignone, morto nel 1137. La cattedrale metropolitana di San Pietro (catedrèl ed San Pîr in bolognese) è il principale luogo di culto della città di Bologna, chiesa madre dell'omonima arcidiocesi. L'altare maggiore, consacrato nell'anno 1337 dal vescovo Ferrer Abella (1335-1344), ha la tavola di tre metri di lunghezza in marmo bianco sostenuta da capitelli del primitivo tempio visigoti (secolo VI). Il portale, con un grande arco gotico con archivolti, è diviso in due parti da una scultura di Agapito Vallmitjana, che raffigura Cristo; ai lati, Apostoli del medesimo scultore. Essa è suddivisa in due fasce sovrapposte da un alto cornicione: la fascia inferiore, è divisa da lesene corinzie in cinque sezioni. Nel lato destro del chiostro, la porta di San'Eulalia, simile a quella della Pietà ha lo stesso arco conopiale e nel timpano scultura di Sant'Eulalia, riproduzione dell'originale di Antonio Claperós. Più alto (circa 70 metri) a base quadrata è un capolavoro di sagramatura nel medesimo stile della chiesa. Quelle laterali, chiuse, coincidono con le navate laterali, mentre le tre centrali presentano tre portali, che si aprono tutti sulla navata centrale. In un momento in cui l’Europa stava sperimentando le molte possibilità formali e strutturali della nuova architettura romanica, la basilica veneziana sorse dunque, e consapevolmente, bizantina, grazie anche all’apporto di architetti greci chiamati appositamente dall’Oriente. Negli anni successivi il Maestro Alberto edificò il rosone sulla porta della facciata (1252) e il nuovo altare maggiore (1261). La cattedrale è dedicata alla Santa Creu (la Santa Croce) e a santa Eulalia, la patrona di Barcellona (12 febbraio), la quale subì il martirio in epoca romana. Nell'iconografia della chiesa romanica sono presenti temi delle storie sacre ma anche temi laici e profani. La Cattedrale di Gerace è fra le «più insigni fabbriche della Calabria», G. da Fiore, Della Calabria illustrata, II, p. 305. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'8 dic 2020 alle 17:32. Nella pala collocata al centro dell'altare progettato da Camillo Rusconi, la Sacra Famiglia con i santi Rocco e Giacomo Maggiore di Marcantonio Franceschini dipinto fra il 1727 e il 1728. Dal fondo delle navate minori, dalla parte opposta della controfacciata, si esce dalla chiesa attraverso due porte su cui risalta in quella di sinistra la Memoria di papa Gregorio XV Ludovisi dello scultore Gabriele Brunelli e in quella di destra un medaglione dorato, opera di Giuseppe M. Mazza degli inizi del XVIII secolo. La cattedrale metropolitana di San Pietro (catedrèl ed San Pîr in bolognese) è il principale luogo di culto della città di Bologna, chiesa madre dell'omonima arcidiocesi. La prima chiesa posta al di fuori delle mura che alcuni studiosi ipotizzano fungesse da cattedrale, dedicata in origine ai Santi Nabore e Felice e probabilmente risalente al IV secolo, venne distrutta in un incendio nel 906. Nella grande nicchia reliquie del cardinale Paleotti coperte dalla replica di un'immagine mariana venerata in Roma presso la Chiesa di S. Lorenzo in Damaso. Dal 1477 circa vi lavorarono i pittori ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti nella Cappella Garganelli; il loro ciclo di affreschi ebbe notevole influenza su Niccolò dell'Arca e Michelangelo (perduti con la riedificazione, si salvò solo un frammento ora conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna). La cappella maggiore appare riccamente decorata: nella crociera e negli arconi l'Eterno Padre, affresco di Prospero Fontana del 1579, nel catino dell'abside Cristo che consegna le simboliche chiavi a S. Pietro affrescato da Cesare Fiorini e Cesare Aretusi a cavallo tra il 1500 e il 1600, e nel lunettone di fondo sotto la volta, l'Annunciazione di Maria dipinta da Ludovico Carracci nell'ultimo anno della sua vita, il 1619. Le scene presenti tra le colonne che rappresentano episodi della Vita di Sant'Eulalia ai lati e, nella nicchia in alto, sculture di corpi umani, sono attribuibili alcune a Bartolomé Ordóñez, altre a Pedro Villar e l'ultima a Claudio Perret (1621). La seconda, Cappella del sacro Cuore, angusta perché si trova all'interno di un robustissimo sistema architettonico di sostegno che si ripete in tutte le cappelle pari, è decorata con stucchi di Ferdinando Rossi e da una pala d'altare di Giuseppe Cassioli del 1925 che rappresenta Gesù in trono, che mostra il Sacro Cuore alle sante monache Margherita Maria Alacoque e Geltrude. Nella cupola sopra la navata Apparizione al santo papa Celestino I di S. Pietro che lo induce ad eleggere S. Petronio vescovo di Bologna di Vittorio Bigari del 1730. L'altare maggiore in marmi policromi è opera di Alfonso Torreggiani ed è sormontato da una pregevole Crocifissione romanica in legno di cedro del XII secolo, costituita dalle statue di Gesù sulla croce, della Maddalena e di San Giovanni Evangelista. L'intero edificio presenta i pluviali a forma di gargolle, con animali fantastici, leoni, unicorni e, la più famosa, un elefante. La fase paleocristiana della basilica risale al V-VI secolo d.C., con il tipico impianto a tre navate e con una sola abside. La Cattedrale di Trani detta anche Cattedrale di San Nicola Pellegrino è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Allo stesso scultore fu poi affidato la costruzione del pulpito, anch'esso di quercia, con lavori di traforo e pinnacoli in cui spiccano quindici immagini diverse. La costruzione dell'attuale edificio, intesa come ristrutturazione e ampliamento della chiesa romanica, iniziò nel maggio del 1298 durante il regno di Giacomo II d'Aragona e il vescovado di Bernardo Pelegrí (1288-1300) per continuare fino alla seconda metà del XV secolo, senza che la chiesa venisse mai chiusa. Pinnacoli della Cattedrale di Barcellona. Il sarcofago di alabastro (1327), dovuto allo scultore di Pisa, Lupo di Francesco, è appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stile differenti con capitali corinzi dorati. Dalla cappella maggiore si accede alla cripta che fa da base alla cappella maggiore. La cattedrale è composta di tre navate di uguale altezza, con quella centrale che misura il doppio di quelle laterali, chiuse da un deambulatorio semicircolare che passa dietro il presbiterio, su cui si affacciano dieci cappelle, con vetrate gotiche che danno luce all'abside, coperte da archi ogivali. Romanica è un'accademia per la diffusione della lingua italiana: è il luogo Romanica si trova a Modena, in pieno centro storico: le aule affrescate del L'arte romanica modenese Sei itinerari nel romanico modenese in formato PDF consultabili online o scaricabili a cura della provincia di Modena. Morto nel 1384, fu sostituito dallo scalpellino Pere Viader fino all'anno 1397 in cui subentrò l'architetto Arnau Bargués, che realizzò la sala capitolare. Nell'angolo più vicino alla porta della Pietà si può vedere un tempietto del maestro Escuder, con, sulla volta, chiave (1448) degli scultori Antoni e Joan Claperós e al centro scultura di San Giorgio (1970), realizzata da Emili Colom. Infine, nel 1517, lo scultore Bartolomé Ordoñez realizzò le paratie di accesso al coro con scene dell'Antico Testamento e della Passione. Sul lato sinistro della chiesa, all'altezza del transetto, si apre la porta di Sant'Ivo, la più vecchia della chiesa e la principale fino alla costruzione della facciata. La controfacciata disegnata dal Torreggiani fra il 1743 e il 1747 mostra un portale longilineo ed elegante ornato da statue di Lorenzino del Mazza che rappresentano il compimento della chiesa e i doni ricevuti dal papa Benedetto XIV sopra la porta e nelle nicchie laterali quattro Dottori della Chiesa. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 23 nov 2020 alle 18:30. Edificata in onore di Il suo aiutante, Jaime Solá ebbe l'incarico dal 1407 al 1412: a lui successe Bartolomé Gual, che rimase in carica fino al 1441. I lavori di edificazione terminarono nel 1227 se si esclude la guglia di legno coperta di piombo che fu costruita nel 1254 e rifatta in muratura al posto del legno nel 1426[6]. Regesto, L'organo. L’architettura gotica è caratterizzata dallo slancio verticale delle strutture e da una complessa tecnica costruttiva. La terza, Cappella del Santissimo Sacramento o Cappella Lambertini, fu ristrutturata intorno al 1731 dal Torreggiani che pose marmi e fusioni in bronzo su cui al centro spicca la pala del 1737 di Donato Creti raffigurante S. Ignazio di Loyola. L'edificazione in prossimità della Porta di San Cassiano (poi denominata Porta di San Pietro o Piera) a fianco di un campanile paleocristiano di estrazione ravennate, ellittico nella base e rotondo alla cima, facente parte di un preesistente complesso cultuale probabilmente del VI secolo, deve essere collocata tra il X e l'XI secolo. Sopra il sepolcro, affresco che rappresenta l'Elevazione delle anime del pittore Lluís Dalmau e nell'ambiente retablo (1455) di Bernart Martorell e Miguel Nadal. La quinta, Cappella di S. Ambrogio, mostra una pala di Giuseppe Marchesi detto Sansone raffigurante S. Ambrogio del secolo XVIII, inserita in una maestosa architettura dipinta da Luigi Samoggia nel 1883. Il rovinoso terremoto che causò il crollo del tetto della chiesa nel 1222 e del tetto del coro nel 1228, spinsero il capitolo ad affidare nuovi restauri a Maestro Tura che si conclusero nel 1234. La chiesa misurava 57 metri di lunghezza, ma un incendio divampato il 1º agosto 1141, la lesionò così gravemente da consigliarne la ricostruzione totale. L'intera opera si concluse, quando per la festa del 5 marzo 1519, Joan de Burgunya dipinse stemmi araldici nei 64 intradossi degli stalli. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna. Nella parte interiore, i medaglioni incisi in pietra nelle colonne degli archi che rappresentano l'Ascensione e la Pentecoste, sono dell'artista Antonio Claperós. L'interno, in contrapposizione alla tripartizione dell'esterno, è un enorme spazio molto largo (m 42,89) in rapporto alla lunghezza (m 89,60) racchiuso da una volta a botte lunettata e diviso in tre navate, di cui le due laterali anguste e buie di poco più di 5 m e quella maggiore larga 25, quasi come la basilica vaticana, luminosissima per sette grandi finestroni, tre sulla parete di destra, tre su quella di sinistra e uno in controfacciata, e rigorosa se non per i quattro coretti aggiunti dal Torreggiani nel 1755. Le cattedrali nel Medioevo: tecniche costruttive e simbolismo religioso di Alessandro Lantero Le cattedrali gotiche sono probabilmente l’esempio più noto e spettacolare di edilizia sacra in ambito cristiano: praticamente tutto il mondo ne conosce gli esempi francesi, quelli tedeschi ed inglesi, per non parlare del revival neogotico in auge a cavallo tra ottocento e novecento. La quinta, Cappella di S. Carlo Borromeo, con architettura illusoria di Luigi Samoggia del 1883 vi è la pala S. Carlo che distribuisce l'elemosina dipinta da Donato Creti nel 1740. Coordinate. La tribuna è interamente occupata dal presbiterio, opera di Domenico Tibaldi, sopraelevato di alcuni gradini dal resto della chiesa, e si articola in un corpo a pianta quadrata coperto con volta a crociera che si apre con due absidi, una per ogni lato, e dall'abside vera e propria, semicircolare. All'estrema destra della parte anteriore degli ambienti che continuano la facciata è situata, infine, la porta di Santa Lucia, che porta alla cappella dedicata alla santa. La Cattedrale di Piacenza fu costruita tra il 1122, data tramandata da una lapide murata nella facciata, ed il 1233, anno in cui la costruzione fu compiuta sotto la guida del maestro Rainaldo Santo di Sambuceto. In basso, fino alla metà dell'altezza delle colonne, è presente una statua con l'Esaltazione della Croce (1976), circondata da sei angeli, opera dello scultore Frederic Marès. La cattedrale è sicuramente l’elemento più rappresentativo dell’arte romanica, non solo perché si tratta di una chiesa molto più grande delle altre, ma anche perché era il simbolo di una fede cristiana condivisa da tutti e l’orgoglio dell’intera cittadinanza che vi si riuniva per pregare e, in caso di pericolo, per essere protetta dal vescovo. Nel 1220 Maestro Ventura (maestro campionese o comacino) iniziò la costruzione di un nuovo portale marmoreo sul fianco meridionale della chiesa, detto porta dei leoni. Dietro ordine del cardinale Gabriele Paleotti, a partire dal 1575 l'edificio fu radicalmente ristrutturato all'interno, iniziando dalla parte absidale e dal coro. La cattedrale è la massima espressione dell’arte gotica (per un approfondimento leggi Cattedrale gotica – elementi strutturali, riass… Riassunto sull'architettura romanica in Italia settentrionale Il Duomo di Milano Storia dell'arte — Breve analisi del Duomo di Milano: è un progetto collegiale, quindi non c’è un unico architetto ma artisti sia locali che stranieri (tedeschi, francesi, fiamminghi) e anche campionesi. l'interno della cattedrale: Nella navata centrale, all'interno, Enrico da Campione realizzò il pulpito nel 1322. Il pavimento, ricco, fu collocato tra il 1902 e il 1905 su disegno di Silvio Gordini. La prima contiene diversi dipinti tra i quali Cristo legato alla colonna di Giovan Luigi Valesio degli inizi del XVII secolo, Testa di Cristo coronato di spine e due testine d'angelo di Guido Aspertini della fine del XV secolo, S. Pietro liberato dal carcere, tela di Girolamo Negri detto Boccia della fine del XVII secolo, la Beata Vergine con il Figlio in gloria, fra i santi Domenico ed Antonio, opera tarda di Elisabetta Sirani dipinta tra il 1664 e il 1665, il Crocifisso fra i santi Pietro, Maria Maddalena e Giacomo di Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo del 1522, il Beato Ludovico Morbioli di Giulio Morina del 1593, una copia abbastanza affrettata eseguita da Alessandro Tanari attorno al 1614 dei mirabili affreschi della cappella Garganelli, perduta e Papa Gregorio XIII in preghiera davanti alla Pietà, alla presenza di S. Rocco, opera di Giovanni Maria Tamburini del 1640. Sia Leandro Alberti che il Vasari rimasero molto stupiti e ammirati da questo portale tanto che lo stesso Vasari, nonostante la sua nota avversione verso le opere medievali, lo descrisse nella seconda edizione delle Vite. Ritrasformata in stile romanico, fu consacrata nel 1058. In terra sepoltura del vescovo Joan Dimas Loris (morto nel1598). A destra la cappella dell'Immacolata Concezione con statua recente della santa e, nella parete sinistra, mausoleo (1899) del vescovo di Barcellona Francesc Climent Sapera (morto nel 1430). Visualizza altre idee su architettura romanica, architettura, cattedrali. In cima ai pilastri ha angeli musici con le teste sull'estradosso dell'arco, nel timpano scultura di Sant'Eulalia (fine XIV secolo) attribuita alla scuola Jaume Cascalls, nei lati piccole teste, meramente ornamentali.