Parrá forse parola maligna o sospettosa, ma Dio volessi non fussi vera: sono piú e' cattivi uomini che e' buoni, massime dove va interesse di roba o di stato; però da quelli in fuora, e' quali per esperienzia o relazione degnissime di fede cognoscete buoni, non si può errare a negociare con tutti cogli occhi bene aperti; è bene destrezza farlo in modo che non vi vendichiate nome di sfiduciati, ma sustanziale è non vi fidate, se non vedete poterlo fare. L'autore condanna la corruzione della Chiesa usando gli argomenti consueti nella tradizione letteraria italiana da Dante in poi, puntando il dito soprattutto contro la "mollizie" dei preti e la loro inclinazione al lusso e alle ricchezze attraverso la vendita delle indulgenze: non a caso la Riforma protestante in Germania era nata nel Cinquecento come forte reazione di fronte al moltiplicarsi degli episodi di simonia e infatti Guicciardini dichiara la sua personale vicinanza a quel modello di Chiesa, anche se ovviamente non lo può abbracciare per ragioni di convenienza politica. Genre/Form: Early works Early works to 1800: Additional Physical Format: Online version: Guicciardini, Francesco, 1483-1540. Quasi tutti e' medesimi proverbi, o simili benché con diverse parole, si truovono in ogni nazione; e la ragione è che e' proverbi nascono dalla esperienzia overo osservazione delle cose, le quali in ogni luogo sono le medesime o simili. 28. 138. E' popoli communemente e tutti gli uomini si lasciano piú tirare quando è proposta loro la speranza dello acquistare, che quando si mostra loro el pericolo di perdere; e nondimeno doverrebbe essere el contrario, perché è piú naturale lo appetito del conservare che del guadagnare. 91. RICORDI (massime e brevi riflessioni destinate ai figli) 1512 Idea generativa dell’opera in due quaderni: 161 pensieri prima del 1525 Prima redazione > si aggiungono 153 pensieri nuovi 1530 Redazione definitiva > 221 pensieri o Ricordi Sono varie le nature degli uomini: certi sperano tanto, che mettono per certo quello che non hanno; altri temono tanto, che mai sperano se non hanno in mano. Io gli risposi, che non sapevo se el detto in sé era vero, potendosene allegare in contrario molte esperienzie; ma quando fussi vero, potersi considerare altra ragione; perché la variazione naturale delle cose del mondo fa che dove è la ricchezza venga la povertá, e piú negli eredi che nel principale; perché quanto el tempo è piú lungo, tanto è piú facile la mutazione. La condanna della Chiesa corrotta ritorna con forza anche in alcuni passi famosi della, Nel pensiero 29 il raffronto tra lo Stato di Firenze e la Repubblica veneta, col dire che il primo ha faticato assai più della seconda per consolidare il proprio dominio sulle terre vicine, diventa occasione per criticare lo Stato della Chiesa "che è potente e non muore mai", esercitando del resto i pontefici un potere che nel XVI sec. Ho veduto nella guerra bene spesso venire nuove per le quali giudichi avere la impresa in mal luogo; in uno tratto venire altre che pare ti promettino la vittoria, e cosí per contrario; e questa variazione accadere spessisime volte; però uno capitano buono non facilmente si invilisce o esalta. Io non so a chi dispiaccia piú che a me la ambizione, la avarizia e le mollizie de' preti; sí perché ognuno di questi vizi in sé è odioso, sí perché ciascuno e tutti insieme si convengono poco a chi fa professione di vita dipendente da Dio; e ancora perché sono vizi sí contrari che non possono stare insieme se non in uno subietto molto strano. Francesco Guicciardini [frančesko gviččardíny] (6. března 1483, Florencie – 22. května 1540, Arcetri) byl italský historik, politický filozof, diplomat a politik.Jeho nejslavnějším dílem je kniha Storia d'Italia (Dějiny Itálie), kde se pokusil využít novou historiografickou metodu, mnohem více opřenou o zdroje a analýzy než u jeho předchůdců. 77. Dipoi el principale, cioè quello che l'ha acquistate, v'ha piú amore; e avendo saputo guadagnarle, sa anche la arte del conservarle; ed usato vivere da povero non le dissipa; ma gli eredi, non avendo tanto amore a quello che sanza loro fatica si hanno trovato in casa, allevati da ricchi e non avendo imparato le arte del guadagnare, che maraviglia è che o per troppo spendere o per poco governo se le lascino uscire di mano? E' savi di Firenze arebbono creduto alla tempesta presente; e' pazzi avendo contro a ogni ragione voluto opporsi, hanno fatto insino a ora quello che non si sarebbe creduto che la cittá nostra potessi in modo alcuno fare; e questo è che dice el proverbio: Audaces fortuna iuvat. Assai si vale chi ha buono giudicio di chi ha buono ingegno; molto piú che pel contrario. Donde nasce che essendo le cose del mondo sottoposte a mille casi e accidenti, può nascere per molti versi nella lunghezza del tempo aiuto insperato a chi ha perseverato nella ostinazione; la quale essendo causata dalla fede, si dice meritamente: chi ha fede ecc. 33. Esemplo a' dí nostri ne è grandissimo questa ostinazione de' Fiorentini, che essendosi contro a ogni ragione del mondo messi a aspettare la guerra del papa ed imperadore, sanza speranza di alcuno soccorso di altri, disuniti e con mille difficultá, hanno sostenuto in sulle mura giá sette mesi gli eserciti, e' quali non si sarebbe creduto che avessino sostenuto sette dí; e condotte le cose in luogo che se vincessino, nessuno piú se ne maraviglierebbe, dove prima da tutti erano giudicati perduti; e questa ostinazione ha causata in gran parte la fede di non potere perire secondo le predizioni di Fra Ieronimo da Ferrara. Dissemi giá mio padre che santo Augustino diceva, la ragione essere perché non si truova nessuno sí scelerato che non faccia qualche bene; e che Dio che non lascia alcuno bene irremunerato, né alcuno male impunito, dargli in satisfazione de' suoi beni questo contento nel mondo, per punirlo poi pienamente del male nell'altro; e nondimeno perché le ricchezze male acquistate s'hanno a purgare, non si perpetuare nel terzo erede. Ricordi. La sua opera più celebre è infatti la Storia d'Italia, che analizza gli eventi che intercorrono tra il 1492 e il 1532. 2. La scienzia delle legge è ridotta oggi in luogo, che se nella decisione di una causa è da uno canto qualche viva ragione, dall'altro la autoritá di uno dottore che abbia scritto, piú si attende nel giudicare la autoritá; però e' dottori che praticano sono necessitati volere vedere ognuno che scrive; e cosí quello tempo che s'arebbe a mettere in speculare, si consuma in leggere libri con stracchezza di animo e di corpo, in modo che l'ha quasi piú similitudine a una fatica di facchini che di dotti. 16. Difficilmente mi è potuto entrare mai nel capo che la giustizia di Dio comporti che e' figliuoli di Ludovico Sforza abbino a godere lo stato di Milano, el quale acquistò sceleratamente, e per acquistarlo fu causa della ruina del mondo. Accade che qualche volta e' pazzi fanno maggiore cose che e' savi; procede perché el savio dove non è necessitato si rimette assai alla ragione e poco alla fortuna; el pazzo assai alla fortuna e poco alla ragione; e le cose portate dalla fortuna hanno tal volta fini incredibili. Quando io considero a quanti accidenti e pericoli di infirmitá, di caso, di violenzia ed in modi infiniti, è sottoposta la vita dell'uomo; quante cose bisogna concorrino nello anno a volere che la ricolta sia buona; non è cosa di che io mi maravigli piú, che vedere uno uomo vecchio, uno anno fertile. Guicciardini, Ricordi « Older Newer ... Ricordo nuovo (ed 1530) > 136 (la fortuna aiuta gli audaci) > 138 Assalto di Firenze. RICORDI . Francesco Guicciardini was the greatest historian of the Renaissance.His family rose to prominence under the Medici regime (a nascent principate operating behind a republican facade). O Dio, quante sono piú le ragione che mostrano che la repubblica nostra abbia in breve a venire meno, che quelle che persuadono che la si abbi a conservare molto tempo! Procede dalla curiositá degli uomini, che desiderosi sapere el futuro, né avendo altro modo, sono inclinati a correre dietro a chi promette loro saperlo dire. La openione mia è, che chi ha imbasciadori prudenti ed integri, e che siano affezionati a sé, e dipendenti in modo che non abbino obietto di dependere da altri, faccia meglio acconciare la mente sua; ma quando el principe non si risolve che siano totalmente di questa qualitá, è manco pericoloso non si lasciare sempre intendere da loro, e fare che el fondamento di persuadere una cosa e altri sia el fare persuasione del medesimo nel proprio imbasciadore. 201. And rescue me from me and all that I believe, Lascio le parole non dette e prendo tutta la cosmogonia, 1. 208. Non si confidi alcuno tanto nella prudenzia naturale che si persuada quella piú bastare sanza l'accidentale della esperienzia; perché ognuno che ha maneggiato faccende, benché prudentissimo, ha potuto cognoscere che con la esperienzia si aggiugne a molte cose, alle quali è impossibile che el naturale solo possa aggiugnere. La ragione di questa fallacia è, che negli uomini può ordinariamente molto piú la speranza che el timore; però facilmente non temono di quello che dovrebbero temere, e sperano quello che non doverebbono sperare. 54. Francesco Guicciardini (1483-1540) è un importante scrittore e storico italiano, considerato il fondatore della storiografia moderna. E' filosofi ed e' teologi e tutti gli altri che scrivono le cose sopra natura o che non si veggono, dicono mille pazzie; perché in effetto gli uomini sono al bujo delle cose, e questa indagazione ha servito e serve piú a esercitare gli ingegni che a trovare la veritá. 11. Un’obiezione che Guicciardini muove a Machiavelli è di avere una visione del mondo utopistica e non realistica. "I've learned that you can call it a band, but unless everyone is contributing it's not really," J-j-j-Jimmy Chamberlin. 210. Altri giudicano essere meglio non aprire loro se non quello che vogliono si persuada all'altro principe; el quale se vogliono ingannare, pare loro quasi necessario ingannare prima lo imbasciadore proprio, che è el mezzo e instrumento che l'ha a trattare e persuadere all'altro principe. Da altro canto accade molte volte che quando la pratica è simulata, lo imbasciadore che crede che la sia vera, trasanda molte volte piú che non ricerca el bisogno della cosa; nella quale, se crede veramente el principe suo desideri pervenire a quello fine, non usa molta moderazione e considerazione a proposito del negozio, quali potrebbe usare se sapessi lo intrinseco. Però ed in questo ed in molte altre cose bisogna procedere distinguendo la qualitá delle persone, de' casi e de' tempi, ed a questo è necessaria la discrezione, la quale se la natura non t'ha data, rade volte si impara tanto che basti con la esperienzia; co' libri non mai. GUICCIARDINI, FRANCESCO (1483 – 1540). 76. 12. mente transitare dal ricordo C 6, meglio ancora nella sua redazione A (11), il cui incipit è di per sé rivelatore: «Questi ricordi sono regole»1. 15. Non biasimo e' digiuni, le orazione e simili opere pie che ci sono ordinate dalla Chiesa o ricordate da' frati; ma el bene de' beni è, ed a comparazione di questo tutti gli altri sono leggieri, non nuocere a alcuno, giovare in quanto tu puoi a ciascuno. Poco e buono, dice el proverbio; è impossibile che chi dice o scrive molte cose non vi metta di molta borra, ma le poche possono essere tutte bene digeste e stringate; però sarebbe forse stato meglio scerre di questi ricordi uno fiore che accumulare tanta materia. era di natura temporale e politica (come tale considerava il papato anche Machiavelli nel. Crea il tuo sito web unico con modelli personalizzabili. In Guicciardini, all’uomo non resta invece che constatare l’impotenza della propria volontà. Gli uomini tutti per natura sono inclinati piú al bene che al male; né è alcuno el quale, dove altro rispetto non lo tiri in contrario, non facessi piú volentieri bene che male; ma è tanto fragile la natura degli uomini, e sí spesse nel mondo le occasione che invitano al male, che gli uomini si lasciano facilmente deviare dal bene. È in proverbio, che delle riccheze male acquistate non gode el terzo erede; e se questo nasce per essere cosa infetta, pare che molto manco ne dovessi godere quello che l'ha male acquistate. Nelle cose degli stati non bisogna tanto considerare quello che la ragione mostra che dovessi fare uno principe, quanto quello che secondo la sua natura o consuetudine si può credere che faccia; perché e' principi fanno spesso non quello che doverebbono fare, ma quello che sanno o pare loro di fare; e chi si risolve con altra regola può pigliare grandissimi granchi. Francesco Guicciardini –La discrezione e i “discorsi del futuro” 6 - È grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente, e, per dire così, per regola; perché quasi tutte hanno distinzione ed eccezione per la varietà delle circunstanze, le quali non si possono fermare con una medesima misura; e queste distinzione ed eccezione non si truovano scritte in sui 161. Leggi gli appunti su ricordo-161-guicciardini qui. 9. Quanto disse bene el Filosofo: de futuris contingentibus non est determinata veritas! La fortuna, che per Machiavelli poteva ancora essere controllata da uomini dotati di virtù, ora invece afferma la propria «grandissima potestà» (ricordo 30), e l’uomo è costretto ad … Io ho desiderato, come fanno tutti gli uomini, onore e utile; e n'ho conseguito molte volte sopra quello che ho desiderato o sperato; e nondimeno non v'ho mai trovato drento quella satisfazione che io mi ero immaginato; ragione, chi bene la considerassi, potentissima a tagliare assai delle vane cupiditá degli uomini. Quello che dicono le persone spirituali che chi ha fede conduce cose grandi; e come dice lo Evangelo, chi ha fede può comandare a' monti ecc., procede perché la fede fa ostinazione. Chi disse uno popolo disse veramente uno animale pazzo, pieno di mille errori, di mille confusione, sanza gusto, sanza diletto, sanza stabilitá. Francesco Guicciardini, Florentine statesman, diplomat, and historian, author of the most important contemporary history of Italy, Storia d’Italia. Io credo potere affermare che gli spiriti siano; dico quella cosa che noi chiamiamo spiriti, cioè di quelli aerei che dimesticamente parlano con le persone, perché n'ho visto esperienzia tale che mi pare esserne certissimo; ma quello che siano e quali, credo lo sappia sí poco chi si persuade saperlo, quanto chi non vi ha punto di pensiero. Referiva papa Lione, Lorenzo de' Medici suo padre essere solito dire: sappiate che chi dice male di noi non ci vuole bene. • I motivi I è opportuno dire cio' che potrebbe ferire (ricordo 7-8); precetti pratici (ricordo 7-8-9-11); nozioni tecniche intorno a nuclei concettuali (ricordo 6-10-12); ==> CONTRADDIZIONE: Guicciardini afferma la varietà del reale e l'importanza di cogliere le costanti che si manifestano e … 17. da: Francesco Guicciardini, III, Scritti politici e Ricordi a cura di Roberto Palmarocchi, G. Laterza Editore, Bari, 1933. È grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente, e per dire cosí, per regola; perché quasi tutte hanno distinzione ed eccezione per la varietá delle circunstanzie, in le quali non si possono fermare con una medesima misura; e queste distinzione ed eccezione non si truovano scritte in su' libri, ma bisogna le insegni la discrezione. Guicciardini; I "Ricordi" di Guicciardini Alcuni aforismi "italianizzati" tratti dai "Ricordi". 57. 6. Se è molte volte inutile lo allargarsi nel parlare, etiam cogli amici, dico di cose che meritino essere tenute segrete, da altro canto el fare che gli amici si accorghino che tu stai riservato con loro è la via a fare che anche loro faccino el medesimo teco; perché nessuna cosa fa altrui confidarsi di te, che el presupporsi che tu ti confidi di lui, e cosí, non dicendo a altri, ti togli la facultá di sapere da altri. Fede non è altro che credere con opinione ferma, e quasi certezza le cose che non sono ragionevole; o, se sono ragionevole, crederle con piú resoluzione che non persuadono le ragione. Quanto sono piú felici gli astrologi che gli altri uomini! Education: The Queen's College, Oxford (BA 1763; MA 1766): Era: 18th-century philosophy 19th-century philosophy: School: Utilitarianism Legal positivism Liberalism Epicureanism 10. 186. Leggete spesso e considerate bene questi ricordi, perché è piú facile a cognoscergli e intendergli che osservargli; e questo si facilita col farsene tale abito che s'abbino freschi nella memoria. 75. Le grandezze e gli onori sono comunemente desiderati perché tutto quello che vi è di bello e di buono apparisce di fuora, ed è scolpito nella superficie; ma le molestie, le fatiche, e' fastidi ed e' pericoli sono nascosti e non si veggono; e' quali se apparissino come apparisce el bene, non ci sarebbe ragione nessuna da dovergli desiderare, eccetto una sola, che quanto piú gli uomini sono onorati, reveriti e adorati, tanto piú pare che si accostino e diventino quasi simili a Dio; al quale chi è quello che non volessi assomigliarsi? Francesco Guicciardini . Nondimeno el grado che ho avuto con piú pontefici, m'ha necessitato a amare per el particulare mio la grandezza loro; e se non fussi questo rispetto, arei amato Martino Luther quanto me medesimo, non per liberarmi dalle legge indotte dalla religione cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente, ma per vedere ridurre questa caterva di scelerati a' termini debiti, cioè a restare o sanza vizi o sanza autoritá. Le regole cui pensa Guicciardini sono naturalmente le regole cui poteva pensare un giurista del primo ’500; si tratta di regole assai distanti da Nodo centrale di tutta la riflessione di Guicciardini è la consapevolezza che la realtà storica è frammentaria e soggetta all'azione del caso, da lui definito "fortuna" e il cui potere sulle vicende umane è tale da non permettere quasi mai di prevedere gli eventi futuri, né di pianificare la propria azione senza andare incontro a sorprese e delusioni. ... 76. 140. • I motivi è opportuno dire cio' che potrebbe ferire (ricordo 7-8); precetti pratici (ricordo 7-8-9-11); nozioni tecniche intorno a nuclei concettuali (ricordo 6-10-12); CONTRADDIZIONE: Guicciardini afferma la varietà del reale e l'importanza di cogliere le costanti che si manifestano e coglierne l'esperienza in massime. Questo, ed el predire el futuro, come si vede fare talvolta a qualcuno o per arte o per furore, sono potenzie occulte della natura, overo di quella virtú superiore che muove tutto; palesi a lui, segreti a noi, e talmente, che e' cervelli degli uomini non vi aggiungono. Guicciardini, Ricordi - Lente d'ingrandimento (comments), Guicciardini, Ricordi - Lente d'ingrandimento, La vita è altrove - Forum di libri e di lettori. 127. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. 10. GUICCIARDINI, FRANCESCO (1483 – 1540) Florentine historian and political thinker. Tutto quello che è stato per el passato ed è al presente, sará ancora in futuro; ma si mutano e' nomi e le superficie delle cose in modo, che chi non ha buono occhio non le ricognosce, né sa pigliare regola, o fare giudicio per mezzo di quella osservazione. Quelli dicendo tra cento bugie una veritá, acquistano fede in modo che è creduto loro el falso; questi dicendo tra molte veritá una bugia, la perdono in modo che non è piú creduto loro el vero. Non si possono fare le congiure sanza compagnia di altri, e però sono pericolosissime; perché essendo la piú parte degli uomini o imprudenti o cattivi, si corre troppo pericolo a accompagnarsi con persone di simile sorte. Né e' pazzi né e' savi non possono finalmente resistere a quello che ha a essere; però io non lessi mai cosa che mi paressi meglio detta che quella che disse colui: Ducunt volentes fata, nolentes trahunt. 159. 85. La sorte degli uomini non solo è diversa tra uomo e uomo, ma etiam in sé medesimo, perché sará uno fortunato in una cosa e infortunato in un'altra. 128. 125. 160. Se el danno che risulta delle cose male governate, si scorgessi cosa per cosa, chi non sa, o si ingegnerebbe di imparare, o volontariamente lascerebbe governarsi a chi sapessi piú; ma el male è che gli uomini, ed e' popoli massime, per la ignoranzia loro, non intendono la cagione de' disordini, non le attribuiscono a quello errore che gli ha prodotti; e cosí non ricognoscendo di quanto male sia causa lo essere governati da chi non sa governare, perseverano nello errore, o di fare loro quello che non sanno, o di lasciarsi governare dagli imperiti; donde nasce spesso la ruina ultima della cittá. 136. Questa fece gloriose le imprese del re Catolico, le quali, fatte sempre per sicurtá o grandezza sua, parvono spesso fatte o per augumento della fede cristiana, o per difesa della Chiesa. Altri scritti da ricordare sono le Storie fiorentine e le Considerazioni E però e' savi legislatori trovorono e' premi e le pene; che non fu altro che con la speranza e col timore volere tenere fermi gli uomini nella inclinazione loro naturale. 76 - naturalismo machiavelliano + discrezione guicciardiniana: tutto quello che è stato per el passato e è al presente, sarà ancora in futuro; ma si mutano e nomi e le superficie delle cose in modo, che chi non ha buono occhio non le riconosce, né sa pigliare regola o fare giudicio per di quella osservazione 134. Io credo facilmente che in ogni tempo siano stati tenuti dagli uomini per miracoli molte cose che non vi si appressavano; ma questo è certissimo che ogni religione ha avuto e' suoi miracoli; in modo che della veritá di una fede piú che di un'altra è debole pruova el miracolo. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. La buona fortuna degli uomini è spesso el maggiore inimico che abbino, perché gli fa diventare spesso cattivi, leggieri, insolenti; però è maggiore paragone di uno uomo el resistere a questa che alle avversitá. Tutto quello che è stato per el passato ed è al presente, sará ancora in futuro; ma si mutano e’ nomi e le superficie delle cose in modo, che chi non ha buono occhio non le ricognosce, né sa pigliare regola, o fare giudicio per mezzo di quella osservazione. Non si può in effetto procedere sempre con una regola indistinta e ferma. https://imalpensanti.it/2019/02/francesco-guicciardini-ricordi 1. Lo scrittore riconosce indirettamente la sua ipocrisia, giacché il fatto di ricoprire importanti incarichi presso papa Leone X e poi Clemente VII gli impone di accettare la situazione di corruttela della Curia romana, anche se ciò moralmente gli ripugna (deve farlo per amore del suo "particulare", dei suoi interessi privati). Mostrano bene forse e' miracoli la potestá di Dio, ma non piú di quello de' gentili che di quello de' cristiani; e anche non sarebbe forse peccato dire, che questi, cosí come anche e' vaticini, sono secreti della natura, alla ragione de' quali non possono gli intelletti degli uomini aggiugnere. L'edizione critica fondamentale è quella a cura di Emanuella Scarano,UTET, 1970, che rispetta l'ortografia originale del Guicciardini.