Tutti gli elementi architettonici della chiesa romanica sono un ulteriore ingrossamento della sezione muraria, in particolare nei punti dove le spinte generate dalle volte a crociera sono maggiori è più concentrate.. Arco a tutto sesto A lui successe Bernat Roca che nel 1358 costruì i primi tratti della volta e la galleria sopra le cappelle e, contemporaneamente, iniziò il chiostro. I lavori di ricostruzione e ampliamento furono affidati a Magister Albertus e la nuova cattedrale venne consacrata da papa Lucio III nel 1184. I muri del coro (1390), ad opera di Jordi de Déu presentano mensole che rappresentano profeti dell'Antico Testamento; dello stesso scultore è, poi, la scalinata di accesso al pulpito che presenta negli stipiti due piccole sculture dell'Annunciazione. In sagrestia anche paramenti antichi e gli arazzi tessuti a Roma su disegno di Anton Raphael Mengs donati da Benedetto XIV. Il sottosuolo della Cattedrale romanica è stato interessato per un lungo periodo di tempo (dal XIII alla prima metà del XIX secolo), da una intensa attività sepolcrale e numerose sono le tipologie di sepoltura rinvenute. L'elevato peso, comporta un'onda molto forte, specialmente in fase di "scappata" e "calata". La tribuna è interamente occupata dal presbiterio, opera di Domenico Tibaldi, sopraelevato di alcuni gradini dal resto della chiesa, e si articola in un corpo a pianta quadrata coperto con volta a crociera che si apre con due absidi, una per ogni lato, e dall'abside vera e propria, semicircolare. La prima a sinistra, Cappella del Battistero, oltre a presentare la colonna tortile della Porta dei Leoni, non ha altare ma soltanto una grande Vasca battesimale marmorea, opera del 1698 del lorenese Ferdinand Saint-Urbain. Di pianta basilicale, la cattedrale di Otranto presenta la consueta divisione in tre navate per mezzo di quattordici colonne in granito levigato sui cui capitelli, di ordini diversi, da quello ionico a quello corinzio, si impostano gli archi semifalcati, sopra i quali corre la serie di finestre che illumina la chiesa, il claristorio (fig.3). Questo ha fatto supporre che il battistero e il campanile elicoidale (costruito così per essere orientato contro l'azione dei venti predominanti), facessero parte di un perduto complesso dedicato al culto degli Ariani coevo a quello di Ravenna. Al centro della volta, poi, S. Pietro in gloria tela di Giovanni Francesco Spini del 1680. Nell'iconografia della chiesa romanica sono presenti temi delle storie sacre ma anche temi laici e profani. Nel 1220 Maestro Ventura (maestro campionese o comacino) iniziò la costruzione di un nuovo portale marmoreo sul fianco meridionale della chiesa, detto porta dei leoni. Nella grande nicchia reliquie del cardinale Paleotti coperte dalla replica di un'immagine mariana venerata in Roma presso la Chiesa di S. Lorenzo in Damaso. La costruzione dell'attuale edificio, intesa come ristrutturazione e ampliamento della chiesa romanica, iniziò nel maggio del 1298 durante il regno di Giacomo II d'Aragona e il vescovado di Bernardo Pelegrí (1288-1300) per continuare fino alla seconda metà del XV secolo, senza che la chiesa venisse mai chiusa. La volta divisa in dodici archi è chiusa da una grande chiave (1326) in cui è rappresentata la santa con la Vergine Maria e il Bambin Gesù. Il campanile paleocristiano a base irregolarmente rotondeggiante e cima rotonda non fu mai demolito e oggi si può ancora ammirare all'interno dell'altro che gli fu costruito attorno. Addossato al muro del campanile della porta di Sant'Ivo, vi è un organo che risale al 1538, molte volte modificato per adattarlo ai gusti estetici. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna. Nella nicchia principale busto del santo con ai lati scene della vita del santo; la Cappella di San Marco, con retablo barocco (1683-1692) di Bernat Vilar, dorato dai fratelli Josep e Francesc Vinyals, che contiene al centro della nicchia statua del santo e ai lati scene della sua vita: alle pareti due oli su tela (1763) di Francesc Tramulles Roig che rappresentano San Marco che scrive il Vangelo e Martirio di San Marco; la cappella di San Bernardino e di San Michele Arcangelo, con retablo (1705) e statue di santi (1784); la cappella della Vergine del Rosario con un retablo protobarocco dorato e policromo (1620) dell'artista Tarrasa Agustí Pujol; la cappella di Santa Maria Maddalena, San Bartolomeo e Sant'Isabella con retablo (1401) del pittore Guerau Gener; la cappella di San Sebastiano, Santa Tecla e il Cuore di Maria con retablo tardogotico (1486-1498), realizzato da Rafael Vergós, Francesc Mestre y Pere Alemany, artisti appartenenti al laboratorio di Jaume Huguet e statua a tutto tondo policroma del Cuore di Maria (1942), opera moderna di Vicenç Vilarrubies; la cappella di Nostra Signora dell'Allegria, con un altare-retablo (1945) in alabastro in stile neogotico dello scultore Josep Maria Camps i Arnau e, infine, la cappella della Nostra Signora di Montserrat con retablo moderno che raffigura la patrona della Catalogna. Nelle merlature sono riconoscibili immagini di angeli alati. Nessun obbligo di registrazione, acquista subito! Puoi ascoltare il mio podcast su: Apple Podcasts | Android | Google Podcasts | Spotify | Cos'è? La leggenda dice che fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo; le autorità di allora, la misero in una botte chiodata e la fecero rotolare per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. Dal 1477 circa vi lavorarono i pittori ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti nella Cappella Garganelli; il loro ciclo di affreschi ebbe notevole influenza su Niccolò dell'Arca e Michelangelo (perduti con la riedificazione, si salvò solo un frammento ora conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna). La basilica è, letteralmente, la casa del re e cioè del Signore. Nella navata centrale si incontrano anche i resti di alcuni sovrani: sul muro della sacrestia dipinto nel 1545 da Enrique Ferrandis, quelli di Raimondo Berengario conte di Barcellona e di sua moglie Almodis de la Marche. … Durante i lavori venne demolita la "porta dei leoni". È la quinta chiesa d’Europa per grandezza, dopo San Pietr… Entrare in questo luogo significa vivere la fede, aprirsi all’arte e avvicinarsi a uno dei più preziosi tesori […] Sotto il presbiterio è situata la Cripta di Sant'Eulalia (XIV secolo), costruita da Jaume Fabre, cui si accede da un'ampia scalinata coperta da un arco quasi piatto ornato di un ritratto forse del vescovo Ponç de Gualba, con ai lati gruppi di piccole teste di personaggi dell'epoca. Nella pala collocata al centro dell'altare progettato da Camillo Rusconi, la Sacra Famiglia con i santi Rocco e Giacomo Maggiore di Marcantonio Franceschini dipinto fra il 1727 e il 1728. La seconda, Cappella di S. Anna, mostra una prospettiva in marmi policromi di Davide Venturi del 1906 con un tempietto al centro che contiene la reliquia di S. Anna in rame dorato e smalti, donata dal re d'Inghilterra Enrico IV al cardinale Nicolò Albergati Benedetto e con una cupoletta affrescata da Mauro Cesare Trebbi. In queste stanze si trovano alcuni oggetti significativi: una fonte battesimale trilobata (XI secolo), la Pietà (1490) di Bartolomé Bermejo, il retablo di San Bernardino e l'Angelo Custode (1470) del pittore Jaume Huguet, alcuni frontali di altari con scene della vita di Gesù (XV secolo) e la statua di Sant'Eulalia, in terracotta realizzata da Antoni Claperós. Le scene presenti tra le colonne che rappresentano episodi della Vita di Sant'Eulalia ai lati e, nella nicchia in alto, sculture di corpi umani, sono attribuibili alcune a Bartolomé Ordóñez, altre a Pedro Villar e l'ultima a Claudio Perret (1621). Sul lato destro della chiesa, in ordine dall'ingresso la cappella di San Cosma e Damiano (1436) finita da Bartolomé Gual, pagata da Sancha Ximénez de Cabrera per realizzare il suo sepolcro (1446) realizzato da Pere Oller, all'interno d'un arcosolio con due piccoli cani scolpiti ai piedi della figura giacente e, nella parte frontale, figure di uomini che pregano una figura femminile con un libro nella mano. Per questo, assieme ad altri monumenti del centro storico fiorentino, è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nel 1982. Chiesa romanica In molti borghi la chiesa romanica è l'unico edificio in muratura che si innazalsa sulle case di legno, come simbolo della città. Oltre a queste, quelle laterali di San Pietro, del papa Silvestro e di Santo Stefano (1386), sono dell'autore chiamato il maestro di San Silvestro. Le cattedrali nel Medioevo: tecniche costruttive e simbolismo religioso di Alessandro Lantero Le cattedrali gotiche sono probabilmente l’esempio più noto e spettacolare di edilizia sacra in ambito cristiano: praticamente tutto il mondo ne conosce gli esempi francesi, quelli tedeschi ed inglesi, per non parlare del revival neogotico in auge a cavallo tra ottocento e novecento. Sopra le cappelle laterali, corre una galleria e sopra la galleria, per tutta la chiesa, un falso triforio che consente di vedere da vicino le chiavi delle volte. Continua l'abside, la sacristia, che consta di tre stanze e contiene alcuni tesori importanti: l'ostensorio (secolo XIV) in argento e oro, una croce processionale (1383) di Francesc Vilardell, di argento dorato, adornata con smalti dei quattro evangelisti nei bracci della croce, la croce dl re Martino I d'Aragona (1398) e la spada di Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, considerata una delle più belle del mondo. Quelle del presbiterio raffigurano un Cristo crocifisso, Santa Eulalia (1320), la Vergine della Misericordia (1379), l'Annunciazione (1379), forse il vescovo Pere Planella (1371-1385) e, infine, il Padre Eterno (1418), opera dello scultore Pere Johan. La Basilica di Santa Maria del Fiore, cattedrale di Firenze, è uno dei capolavori architettonici medievali più illustri d’Europa, per l’arditezza delle sue strutture, per la sontuosità delle sue decorazioni e per l’autorevolezza della sua storia. Quelle laterali, chiuse, coincidono con le navate laterali, mentre le tre centrali presentano tre portali, che si aprono tutti sulla navata centrale. In un disegno-rilievo di Giuliano da Sangallo custodito nella Biblioteca Vaticana, attinente ad un battistero che sorgeva nelle immediate vicinanze, si vede chiaramente che la planimetria ad ottagono, con quattro portali corrispondenti ai punti cardinali e quattro absidiole, coinciderebbe quasi del tutto con il Battistero degli Ariani a Ravenna. Sopra di esso c'erano due telamoni per lato raffiguranti un giovane e un vecchio seduti chini, con le mani poggianti sulle gambe incrociate, i quali a loro volta sostenevano delle colonne tortili terminanti in un ulteriore arco. Per questo motivo mantenne lo stesso asse della chiesa romanica. Furono aggiunti oltre i 40 m, tre vani il più alto dei quali, illuminato da una quadrifora per lato, costituisce la cella campanaria. della cattedrale di Saint-Denis (vicino a Parigi). Negli anni successivi il Maestro Alberto edificò il rosone sulla porta della facciata (1252) e il nuovo altare maggiore (1261). Le caratteristiche della chiesa romanica Mura spesse. Nella prima fase (1338) si costruì, attorno all'abside romanico, il deambulatorio, la nuova abside con le cappelle radiali e la cripta del presbiterio ad opera dell'architetto Jaime Fabre. L'intera opera si concluse, quando per la festa del 5 marzo 1519, Joan de Burgunya dipinse stemmi araldici nei 64 intradossi degli stalli. Alla parete di fondo, entro una finta architettura di Stefano Orlandi, Il Battesimo di Cristo di Ercole Graziani, della metà del Settecento. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. Nel frattempo nel 1582 la chiesa era stata elevata al rango di "chiesa metropolitana" (sede vescovile con giurisdizione sui vescovi e sulle diocesi del medesimo territorio) da papa Gregorio XIII. A sinistra la cappella del battistero con fonte battesimale (1433) in marmo bianco realizzata da Giuliano Fiorentino. Le vetrate, caratteristiche del gotico, sono tutte disegnate con lo stesso schema tripartito: al centro l'immagine del santo titolate, e ai lati decorazioni geometriche. Insignita nel 1867 del titolo di basilica minore[1], dal 2 novembre 1929 è Monumento Storico - Artistico spagnolo. In tre delle sue gallerie si incontrano cappelle con volte a coste quadripartite e chiavi al centro. Il sarcofago di alabastro (1327), dovuto allo scultore di Pisa, Lupo di Francesco, è appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stile differenti con capitali corinzi dorati. La Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia (in catalano Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia, in spagnolo Catedral de la Santa Cruz y Santa Eulalia), situata nel Barri Gòtic (quartiere gotico), è la cattedrale-sede dell'arcidiocesi di Barcellona. Ai lati della porta maggiore, due antichi leoni stilofori, provenienti dalla Porta dei Leoni, sorreggono altrettante acquasantiere. La fase paleocristiana della basilica risale al V-VI secolo d.C., con il tipico impianto a tre navate e con una sola abside. Acerenza, città cattedrale Collocata sul culmine di un'altura da cui domina vallate sconfinate, celebrata da Orazio nelle sue Odi, Acerenza custodisce ancora oggi la cattedrale romanica che ne ha celebrato il momento di massimo splendore. Nel 1991 iniziarono gli scavi archeologici che scoprirono i resti della Basilica paleocristiana e altomedievale sotto la cattedrale romanica. Nella parte inferiore è, poi, situata la cattedra in alabastro (metà del XIV secolo); mentre nella parte posteriore di legno (1976) è contenuto lo stemma del cardinale arcivescovo Ricard Maria Carles i Gordó (1990-2004). In quello stesso anno, Bartolomé Ordoñez, iniziò a lavorare al trascoro, concluso, poi dal suo discepolo Pedro Villar (1564), in stile rinascimentale con una colonnata dorica coronata da una balaustrata. Sul lato sinistro della chiesa, all'altezza del transetto, si apre la porta di Sant'Ivo, la più vecchia della chiesa e la principale fino alla costruzione della facciata. Oggi si possono ammirare solo uno dei telamoni con la colonna tortile nella cappella settecentesca del battistero all'interno della cattedrale e i due leoni utilizzati come acquasantiere. In cima ai pilastri ha angeli musici con le teste sull'estradosso dell'arco, nel timpano scultura di Sant'Eulalia (fine XIV secolo) attribuita alla scuola Jaume Cascalls, nei lati piccole teste, meramente ornamentali. Nel timpano rilievo della Pietà circondato dai simboli della Passione dello scultore tedesco, stabilitosi a Barcellona, Michael Lochner. La Cattedrale di Gerace è fra le «più insigni fabbriche della Calabria», G. da Fiore, Della Calabria illustrata, II, p. 305. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Le sale capitolari e la cappella di Santa Lucia, Ultima modifica il 23 nov 2020 alle 18:30, Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cattedrale_di_Barcellona&oldid=116863011, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Jaime Fabre, Bertran Riquer, Bernat Roca, Arnau Bargués, Jaume Solà, Bartolomé Gual, Andrés Escuder, Josep Oriol Mestres e August Font i Carreras. Viene infatti dal greco basileus, che significa re, e da oikos, che vuol dire casa. Tant'è che spesso "la nonna" viene lasciata puntellata con la bocca verso l'alto al termine dei doppi, e solo raramente si effettuano "scappate" e "calate" con tutte e quattro le campane, che richiedono una squadra di ben ventitré campanari. L’ingresso … Sopra la tomba si incontra anche il Santo Cristo di Lepanto (secolo XVI). Pinnacoli della Cattedrale di Barcellona. La cattedrale è composta di tre navate di uguale altezza, con quella centrale che misura il doppio di quelle laterali, chiuse da un deambulatorio semicircolare che passa dietro il presbiterio, su cui si affacciano dieci cappelle, con vetrate gotiche che danno luce all'abside, coperte da archi ogivali. Si decise così di riedificare la nuova cattedrale dentro le mura di selenite che proteggevano una piccola porzione dei resti della Bononia romana dalle incursioni barbariche. Ai lati, gli stemmi del vescovo Francesc Climent Sapera; negli archivolti, intagli con fine fogliame. La torre campanaria ospita la più grossa campana suonabile "alla bolognese", detta "la nonna", pesante ben 33 quintali[7], che insieme ad altre tre campane forma un concerto di 65 quintali. Ancora più tarde, sono quella di San Michele Arcangelo (XV secolo) e quella della cappella del battistero (1495), opera di Gil de Fontanet con cartoni disegnati da Bartolomé Bermejo, che rappresenta il Noli me tangere. Mancava solo la facciata, che, dopo il concorso promosso da Manuel Girona i Agrafel e i suoi figli nel 1882, fu realizzata da Josep Oriol Mestres per la Esposizione Universale di Barcellona del 1888 in stile neogotico, ispirandosi a quella disegnata nel 1408 da Carles Galtés de Ruan. L'edificazione in prossimità della Porta di San Cassiano (poi denominata Porta di San Pietro o Piera) a fianco di un campanile paleocristiano di estrazione ravennate, ellittico nella base e rotondo alla cima, facente parte di un preesistente complesso cultuale probabilmente del VI secolo, deve essere collocata tra il X e l'XI secolo. Nel 1776 Francesco Tadolini ricostruì in forma classica il timpano che minacciava di cadere. La parte superiore (XIX secolo), di ferro, magnificamente ornata è in stile modernista. L'altare maggiore in marmi policromi è opera di Alfonso Torreggiani ed è sormontato da una pregevole Crocifissione romanica in legno di cedro del XII secolo, costituita dalle statue di Gesù sulla croce, della Maddalena e di San Giovanni Evangelista. I lavori di edificazione terminarono nel 1227 se si esclude la guglia di legno coperta di piombo che fu costruita nel 1254 e rifatta in muratura al posto del legno nel 1426[6]. Dai lati dell'altare si entra, poi, nello spogliatoio, al centro del quale si trovano i resti di San Rufo de Avignone, morto nel 1137. La terza, Cappella del Santissimo Sacramento o Cappella Lambertini, fu ristrutturata intorno al 1731 dal Torreggiani che pose marmi e fusioni in bronzo su cui al centro spicca la pala del 1737 di Donato Creti raffigurante S. Ignazio di Loyola. Nel complesso la cattedrale romanica non è luminosa perché essa deve aiutare l’uomo a non distrarsi, a raccogliersi, a pregare e ad entrare più facilmente in contatto con Dio. Il ciborio (1913), disegnato dall'architetto Augusto Font Carreras, alto 70 metri, si conclude con una scultura che rappresenta Sant'Elena, madre di Costantino, opera di Eduard Alentorn. Si continua con la sala della Notazione e la nuova sala capitolare (XVII secolo), con pianta rettangolare e volta a botte con lunette, totalmente decorata con pitture ad opera del pittore barcellonese Pau Prim. Romanica è un'accademia per la diffusione della lingua italiana: è il luogo Romanica si trova a Modena, in pieno centro storico: le aule affrescate del L'arte romanica modenese Sei itinerari nel romanico modenese in formato PDF consultabili online o scaricabili a cura della provincia di Modena. Nel 1396 fu costruito un alto protiro (portico) sulla facciata, ricostruito tra il 1467 e il 1500. Visualizza altre idee su architettura romanica, architettura, cattedrali. Immagini della facciata della Cattedrale di Piacenza, sublime monumento di architettura romanica. l'interno della cattedrale: Nella navata centrale, all'interno, Enrico da Campione realizzò il pulpito nel 1322. Più piccola dell'attuale, era anch'essa a tre navate con tre absidi sopraelevate, un portico nella facciata e campanile. 2-apr-2018 - Esplora la bacheca "Architettura romanica" di Marco Gronchi, seguita da 647 persone su Pinterest. «TV ES PASTOR OVIVM [ET] PRINCEPS APOSTOLORVM», «Tu sei pastore delle pecore [e] Principe degli Apostoli». Nel lato destro del chiostro, la porta di San'Eulalia, simile a quella della Pietà ha lo stesso arco conopiale e nel timpano scultura di Sant'Eulalia, riproduzione dell'originale di Antonio Claperós. Dietro il campanile si trovano la sagrestia e la sagrestia capitolare. Al di sopra del colossale arco trionfale, dua angeli reggono lo stemma di papa Gregorio XV. Rimase intatta durante l'invasione dei Visigoti, forse fu trasformata in moschea durante l'occupazione musulmana della città (718-801), per essere restaurata intorno al 877 dal vescovo Frodoí. La Cattedrale di Piacenza fu costruita tra il 1122, data tramandata da una lapide murata nella facciata, ed il 1233, anno in cui la costruzione fu compiuta sotto la guida del maestro Rainaldo Santo di Sambuceto. Quello sopra la porta di Sant'Ivo, dell'orologio, contiene la campana Eulalia, di 3 tonnellate che suona ogni ora e la Honorata, che suona ad ogni quarto. La Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia (in catalano Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia, in spagnolo Catedral de la Santa Cruz y Santa Eulalia), situata nel Barri Gòtic (quartiere gotico), è la cattedrale-sede dell'arcidiocesi di Barcellona.Insignita nel 1867 del titolo di basilica minore, dal 2 novembre 1929 è Monumento Storico - Artistico spagnolo. Sopra il sepolcro, affresco che rappresenta l'Elevazione delle anime del pittore Lluís Dalmau e nell'ambiente retablo (1455) di Bernart Martorell e Miguel Nadal. In terra sepoltura del vescovo Joan Dimas Loris (morto nel1598). Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 23 nov 2020 alle 18:30. La cripta ospita il sepolcro di Giovanni Acquaderni, fondatore (assieme a Mario Fani) della Società della Gioventù Cattolica Italiana, poi diventata Azione Cattolica Italiana. Nel mezzo della volta della Sagrestia capitolare, S. Pietro piangente davanti alla Vergine opera tarda (1616) di Ludovico Carracci e alle pareti quattro intensi ovali della metà del XVIII secolo rappresentanti S. Pietro, S. Paolo, S. Zama e S. Petronio di Ercole Graziani jr. Degni di nota anche un espressivo busto di S. Pietro del secolo XIX e il bel Crocifisso in bronzo dorato del secolo XVII. In un momento in cui l’Europa stava sperimentando le molte possibilità formali e strutturali della nuova architettura romanica, la basilica veneziana sorse dunque, e consapevolmente, bizantina, grazie anche all’apporto di architetti greci chiamati appositamente dall’Oriente. Questa, grazie all’uso combinato dell’arco a sesto acuto (detto anche ogiva), della volta costolonata e degli archi rampanti, consente di alleggerire le murature e di aprire ampie finestre. Ai lati dei transetti, si innalzano due campanili (secolo XIII) ottagonali di 53 metri di altezza. Le più antiche (1317- 1334), con lo stemma del vescovo Ponç de Gualba, sono contenute nelle cappelle radiali della testata della chiesa. Nella parete di fondo, l'antico sepolcro (secolo IV) con iscrizione del 877 che ricorda il ritrovamento delle reliquie nella chiesa di Santa Maria del Mar. Realizzata in marmo e pietra (1298), è una delle prime a utilizzare l'arco ogivale del gotico catalano. La cattedrale è la massima espressione dell’arte gotica (per un approfondimento leggi Cattedrale gotica – elementi strutturali, riass… L'edificio si compone della chiesa vera e propria, del chiostro perfettamente unito anche per lo stile, e delle sale capitolari e della cappella di Santa Lucia, che proseguono la facciata verso destra, addossandosi al chiostro.